Bolzano, il governo alla provincia autonoma: no cartelli solo in tedesco

Il governo chiederà al presidente della provincia di Bolzano, Durnwalder, di rimuovere 36mila cartelli scritti solo in tedesco nei sentieri di
montagna. La replica: "Pronto a impugnare la decisione, ma continuerò a cercare una soluzione che non pregiudichi la buona convivenza tra gruppi linguistici"

Roma - Chi desidera fare una passeggiata sulle montagne dell'Alto Adige deve conoscere bene i sentieri o affidarsi a una guida. Oppure studiarsi il tedesco. Non ci sono alternative. Pensare di cavarsela con i cartelli è impossibile. Non sono scritti in italiano (e nemmeno in inglese). Eppure siamo in Italia. Della questione si è occupata, nei mesi scorsi, la procura di Bolzano, che ha stabilito che si tratta di una violazione di legge, visto che non si rispettano le disposizioni dello Statuto di autonomia in materia di toponomastica e bilinguismo. Anche il governo si è occupato del caso. Oggi è arrivata la decisione che dovrebbe risolvere il problema: i cartelli scritti solo in tedesco dovranno essere rimossi.

Rimuovere i cartelli Il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, durante il Coniglio dei ministri ha illustrato la questione relativa alla cartellonistica dei sentieri di montagna nella Provincia autonoma di Bolzano. Il Cdm, si legge in una nota, concordando con le iniziative sin qui adottate dal ministro Fitto e su proposta dello stesso, ha ritenuto necessario dare inizio alla procedura di attivazione del potere sostitutivo prevista dall’art. 120 della Costituzione.

La diffida A tal fine il ministro Fitto diffiderà il presidente della Provincia autonoma di Bolzano a provvedere alla rimozione dei circa 36.000 cartelli esistenti in versione monolingue tedesca. Nei giorni scorsi l’intenso lavoro finalizzato alla stipula di un’intesa tra governo e Provincia, ricorda la nota, non aveva sortito gli effetti sperati affinché fosse ripristinata una corretta applicazione del principio del bilinguismo o trilinguismo ove previsto.

Mancata intesa "Sono rammaricato di non essere riuscito a raggiungere un’intesa ragionevole con il presidente Durnwalder - ha commentato Fitto dopo la decisione del Cdm - Il governo ha però inteso riaffermare il principio del rispetto del bilinguismo".

Frattini: violazione dello statuto Alcuni mesi fa il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si era occupato della questione: "La toponomastica monolingue è una violazione dello statuto, senza se e senza ma. La Svp continua da anni a non demarcare e ratificare i toponimi tedeschi e prende una scusa per abolire quelli italiani. In montagna i cartelli solo in tedesco mettono in pericolo i turisti e gli escursionisti. Queste sono violazioni serie e gravi". Fra poco il problema dovrebbe essere risolto.

Durnwalder: non pregiudicare la buona convivenza Il presidente della Provincia di Bolzano prende atto della diffida del governo, si dice pronto pronto ad impugnare la decisione, ma ribadisce che continuerà a ricercare "una soluzione che non pregiudichi la buona convivenza tra i gruppi linguistici". "Spiace - afferma Durnwalder - non aver trovato un compromesso praticabile e condiviso nella questione della segnaletica di montagna, ero convinto che una soluzione transitoria sarebbe stata individuata in attesa della legge provinciale sulla toponomastica". In merito alla diffida il governatore dice che "il ministro Fitto sbaglia indirizzo: i cartelli apposti dalla Provincia sono tutti bilingui, quelli contestati sono stati installati da terzi ai quali non spettava a me prescrivere come gestirli". "Inoltre ricordo che non è la giunta la sede competente per regolamentare la toponomastica, bensì il consiglio provinciale. Ma finora ogni tentativo è stato bloccato dall’ostruzionismo". "Forse il Consiglio dei ministri avrebbe potuto invitarmi ad esporre le argomentazioni della Provincia sulla questione, come avviene quando di tratta di aspetti che riguardano l’autonomia dell’Alto Adige" aggiunge Durnwalderche attende ora di conoscere nel dettaglio i passi del governo prima di avviare eventuali contromisure, se del caso anche davanti alla Corte costituzionale.

L'intesa saltata per il no di Bolzano L'intesa sembrava in realtà raggiunta, ma poi è saltato tutto. "Constatata l’indisponibilità della Provincia a risolvere la questione di comune accordo, il ministro porrà in essere le conseguenti iniziative per il ripristino della legalità violata": con queste parole il ministro Fitto, ha dichiarato fallite le trattative. Il governatore altoatesino Luis Durnwalder, come sua abitudine, non ha usato mezzi termini per rispondere al ministro. "Firmare l’accordo proposto dal ministro Fitto - ha detto - sarebbe per me harakiri politico". Secondo Durnwalder, "Fitto pretendeva che tutti i toponimi fossero indicati nelle due lingue. Questo significherebbe accettare i nomi italiani inventati da Tolomei. Roma - per Durnwalder - non può imporre la sostituzione dei cartelli, anche perchè gran parte si trova su proprietà privata".

"Correzioni" con il pennarello Nel frattempo sempre più cartelli tornano bilingui: anonimi escursionisti aggiungono semplicemente la dizione italiana con il pennarello.