La bomba arrivata oggi a Equitalia avrebbe potuto causare serie lesioni

Il rapporto della questura non lascia dubbi l'ordigno era innescato a sfregamento e in grado di produrre una potente fiammata.

Aveva un innesco «a sfregamento» - sconosciuto agli artificieri - la busta esplosiva arrivata questa mattina nella sede di Equitalia a lungotevere Flaminio a Roma. E avrebbe potuto causare una violenta fiammata con lesioni serie per chi avesse maneggiato il plico. Dalla Questura, su questo, non hanno dubbi: «Era preparata per esplodere e fare male». Insomma, non un atto dimostrativo. Intorno alle 11, un addetto allo smistamento della posta interna a Equitalia si è accorto della polvere nera uscita da una busta. Ha chiamato il 113, e il primo test fatto alla polvere dagli artificieri è stato positivo. In un primo momento, dato che non si riusciva a capire il tipo di innesco, si era pensato di far brillare il pacco. Successivamente gli artificieri sono riusciti a disattivare l'innesco. Un meccanismo, a quanto si apprende, «a sfregamento», sconosciuto agli stessi operatori intervenuti. Al momento, non risultano rivendicazioni. A distanza di pochi giorni dall'altro pacco bomba alla sede di via Andrea Millevoi, Equitalia torna sotto i riflettori della cronaca. Questa volta, però, ha funzionato il piano di prevenzione della Questura: gli addetti alla posta interni all'agenzia erano stato istruiti dai poliziotti sulle missive sospette. La lettera di oggi era in una busta quadrata, bianca, diversa da quella spedita venerdì scorso e che ha causato il ferimento del direttore generale di Equitalia Marco Cuccagna. E ancora, a differenza dell'episodio successo all'Ardeatino, questa volta la busta non era indirizzata a nessuno. Non aveva nemmeno il mittente. Era solo da recapitare agli uffici della sede di lungotevere Flaminio. Al personale di Equitalia è giunta la solidarietà del presidente del Consiglio Mario Monti che ha condannato «fermamente l'ennesimo atto criminale compiuto contro delle persone che compiono esclusivamente il loro dovere al servizio delle Istituzioni e del Paese».