«Bomba in caserma: non è fondamentalismo»

Secondo una ricostruzione fatta dal Gr1 Rai le indagini sulla morte dell'appuntato Alberto Andreoli, il carabiniere di Latina ucciso una settimana fa dallo scoppio di una bomba all'interno della caserma Cimmarrusti a Latina, «puntano sull'estremismo islamico: «Sin dalle prime ore l'attenzione si è concentrata su otto extracomunitari fermati e portati per l'identificazione proprio all'interno della stanza al piano terra nella quale si è verificata l'esplosione». Sempre secondo quanto riferisce il Gr1, che dice di aver appreso queste notizie da una «fonte qualificata», si tratta di «cinque romeni, due marocchini e un tunisino». In particolare, sarebbe stato quest'ultimo «a destare i sospetti maggiori. Trent'anni, di professione commerciante ambulante e residente a Latina, era stato fermato il pomeriggio di martedì 13 settembre e portato all'interno della caserma. Da successivi controlli è emerso che l'uomo risulta legato a un gruppo fondamentalista islamico». «Rintracciato e interrogato - ha spiegato il Gr1 - l'uomo è ora tenuto sotto stretto controllo. L'ipotesi è che possa essersi liberato dell'ordigno in un momento di distrazione dei carabinieri». Successivamente è arrivata però la smentita del procuratore aggiunto di Latina Francesco Lazzaro: «Questa pista è assolutamente inesistente».