Bomba contro agenzia immobiliare

TorinoLa metropolitana bloccata per un paio d'ore, via Principe d’Acaja chiusa al traffico. Commercianti allontanati dai loro negozi. Due ore di febbricitante lavoro per i carabinieri che ieri mattina, intorno alle dieci, sono intervenuti nel quartiere Cit Turin per un allarme bomba. Allarme più che realistico. Perché non solo la bomba c'era, ma era anche pronta ad esplodere se la pioggia, provvidenzialmente, non avesse bagnato la miccia che avrebbe dovuto fare da innesco.
L'allarme è scattato intorno alle dieci del mattino. A chiedere l'intervento delle forze dell'ordine è stato il titolare dell'agenzia immobiliare Alfero, Corrado Midolo, 49 anni, che ha trovato l'ordigno all'interno della sua serranda, al civico 15 di via Principe D'Acaja, zona residenziale di Torino, a qualche centinaio di metri dal Palagiustizia. Secondo un primo esame, l'ordigno era costituito da un involucro che conteneva mezzo chilo di dinamite allo stato gelatinoso, chiodi e bulloni: era pronto ad esplodere. La miccia, secondo quanto hanno riferito i carabinieri del comando provinciale di Torino, era stata innescata. Per precauzione è stata bloccata anche la metropolitana: a poche decine di metri c'è una fermata.
L'agenzia si trova anche nelle vicinanze del Palagiustizia, ma secondo gli inquirenti non c'è alcun collegamento. Gli uffici giudiziari distano all'incirca settecento metri e se gli attentatori avessero voluto colpire le toghe torinesi, come avvenuto nelle settimane scorse a Reggio Calabria, quasi certamente avrebbero piazzato la bomba a pochi metri dal tribunale. La bomba non è stata rivendicata. I carabinieri restano cauti e non escludono nessuna matrice, anche se al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori è che fosse indirizzata proprio all'agenzia immobiliare. Per ora, infatti, la pista privilegiata dagli investigatori è appunto quella della criminalità organizzata legata a racket e usura. In mattinata è già stato sentito il titolare dell'agenzia. «La nostra agenzia immobiliare non ha mai avuto problemi, mi sembra davvero strano che quella bomba fosse indirizzata proprio a noi», ha spiegato Corrado Midolo, 49 anni, uno dei titolari dell'agenzia Alfero Immobili. Il primo passo della procura è stato quello di acquisire tutti i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza della zona e da quelle della metropolitana.