Bomba esplode a Londonderry Il ct: «Tranquilli e niente panico»

Firenze L’Italia gioca venerdì sera contro l’Irlanda del Nord a Belfast, 100 chilometri a sud-est della cittadina dell’Ulster dove ieri notte le frange ribelli dell’Ira hanno fatto esplodere un’auto. Un gesto dimostrativo che conferma i timori di un’escalation espressi dall’MI5, il servizio segreto interno britannico. Ma il messaggio che arriva dalla nazionale è: «Niente paura. Abbiamo saputo quel che è successo, e ci stiamo informando meglio. Ma siamo tranquilli. Anche se ieri lo eravamo di più...», ha sintetizzato Cesare Prandelli quando la notizia dell’autobomba esplosa nella notte vicino a un centro commerciale dal nome italiano aveva già raggiunto il ritiro azzurro.
«Ma cosa è questa storia?», si informava al bar di Coverciano Antonio Cassano, dando voce alle scontate preoccupazioni del gruppo senza perdere il sorriso. Non è la prima volta che la nazionale incrocia situazioni delicate per la sicurezza. E non solo per il clima di tensione che l’accompagnò al Mondiale sudafricano. «Anche lì - ha ricordato Gianluca Zambrotta - c’era paura, in quel caso per la criminalità. Ma le forze dell’ordine ci hanno aiutato molto, mi auguro sia così anche questa volta, per noi e per il pubblico. Comunque ci hanno detto di stare tranquilli».
Roberto Massucci, responsabile operativo della sicurezza azzurra, si unirà giovedì al gruppo in partenza per Belfast.
Intanto proseguono gli allenamenti a Coverciano. Dopo la dichiarazione di Prandelli che ha parlato di mancanza di giovani di prospettiva da inserire nel gruppo, è arrivata la risposta del ct dell’Under 21 Pierluigi Casiraghi: «Obiettivamente ci sono pochi giovani che giocano in serie A. Detto questo, i talenti non mancano, ma bisogna avere pazienza. Devono fare esperienza anche se giocare in seria A non è mai facile. È anche questione di opportunità».
Ieri Prandelli ha fatto disputare una partitella undici contro undici con le due formazioni disposte con il 4-3-3. Una delle due linee di centrocampo era formata da De Rossi, Pirlo e Mauri. A 34 anni Gianluca Zambrotta si riaffaccia in maglia azzurra e dice di «vivere la giornata senza far progetti a lungo termine». L’esatto contrario della Nazionale di Prandelli che lo ha richiamato per carenza di alternative. Però il terzino del Milan, 97 presenze in azzurro, un traguardo ce l’ha: «Al Mondiale dissi che non mi sentivo finito, quando giovedì scorso Prandelli mi ha chiamato per chiedermi se ero disponibile a tornare, non ho pensato a prendermi particolari rivincite. Ho detto semplicemente sì. Non sono qui per togliere il posto a nessuno, non ho detto che torno e pretendo di giocare. Ma le 100 presenze sono vicine e vorrei raggiungerle».
Zambrotta in Nazionale ritrova Cassano: «Non dipendeva da noi veterani se lui doveva o no venire al Mondiale - ha concluso Zambrotta - in quella occasione la questione riguardava lui e Lippi. I problemi erano tra loro due. Ora è qui, e sono contento: è vero che di fenomeni in giro non ce ne sono, ma Antonio, Balotelli e Pirlo dimostrano che il calcio italiano ha ancora talento».