Bomba nel bagno di un liceo di Aversa

Carmine Spadafora

da Aversa (Caserta)

Ore 8.25 di ieri, i corridoi e le aule del liceo scientifico «Enrico Fermi», di Aversa (provincia di Caserta) si affollano di studenti e insegnanti. Una liceale di 15 anni va in bagno. Ma, appena dentro, lancia un urlo: davanti a lei, una miccia si avvicina rapidamente all’ordigno a cui è collegata. La studentessa fa appena in tempo a fuggire quando una deflagrazione devasta il bagno e manda in frantumi pareti, tramezzi e vetri.
La ragazza è scaraventata a terra dall’esplosione, altri quattro studenti in cortile vengono investiti da calcinacci e vetri. I cinque ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, vengono portati in ospedale. Nulla di preoccupante, solo un forte choc.
Il liceo viene fatto evacuare dalla polizia accorsa in forze. Il terrore si diffonde anche tra i passanti e i viaggiatori, si pensa a un attentato di matrice islamica. «Siamo sotto le elezioni, è successo quello che temevamo», dice una signora.
A tranquillizzare le centinaia di curiosi accorsi sono gli agenti del commissariato di Aversa, diretto dal vicequestore Enrico Moia. «Un attentato terroristico avrebbe avuto ben altri esiti», spiega un poliziotto. Resta il terrore al pensiero di quello che sarebbe successo se l’ordigno fosse esploso quando nel bagno c’erano gli studenti.
Secondo la polizia, l’attentato sarebbe riconducibile all’ambiente del «Fermi». Voci riferiscono di episodi di bullismo accaduti in passato. Insomma, la bomba potrebbe essere stata commissionata da qualche frequentatore della scuola e collocata nel bagno da esterni. Una studentessa ha raccontato di avere visto fuggire, poco prima dello scoppio, un uomo sui 40 anni: sono in corso accertamenti.