Bomba a S. Pietroburgo: a rischio Zenit-Juve

La deflagrazione della vettura, vicino a una
stazione della metro, sarebbe stata provocata con ogni probabilità da una granata. Tra le vittime anche un bambino di tre anni. Il governo russo potrebbe rinviare il match di Champions League

San Pietroburgo - Una famiglia composta da madre, padre e il figlio di tre anni è stata uccisa dall’esplosione di una bomba a mano a bordo di un taxi abusivo. L’autista si è salvato ma è in gravissime condizioni. "Un auto è esplosa vicino alla stazione della metropolitana di Udelnaya alle 8.55 (locali, le 6,55 in Italia)", ha dichiarato Andrey Alybayev, portavoce della sede locale del ministero per le emergenze. "Tre persone sono morte, tra cui un bambino di 3 anni", ha aggiunto Alybayev specificando che la deflagrazione è stata causata da "una granata".

Bomba azionata da un passeggero Secondo la tv di stato la bomba a mano è stata azionata da una delle persone che si trovava sulla Lada Priora esplosa a 50 metri dalla stazione della metro nella zona nord di San Pietroburgo. Gli inquirenti escludono si sia trattato di un atto terroristico e stanno cercando di accertare l’identità delle vittime oltre le dinamiche e le cause esatte dell’esplosione.

Esplosione vicina alla metro "L’autista stava trasportando alcuni passeggeri quando avvicinandosi alla stazione del metro si è verificata l’esplosione. Una granata è deflagrata", ha spiegato una fonte anonima dei servizi di sicurezza. Nell’area di San Pietroburgo si trova il premier Vladimir Putin (a lungo sindaco della città) che sta ispezionando un nuovo posto di controllo alla frontiera con la Finlandia.

Match a rischio Il governo russo potrebbe chiedere alla Uefa di posticipare il match della quinta giornata del Gruppo H di Champions League in programma questa sera (alle 18.30 italiane) a San Pietroburgo tra Zenit e Juventus a causa dell’esplosione vicino alla stazione della metropolitana Udelnaya, nei pressi del campo d’allenamento della compagine allenata da Dick Advocaat.