«Bomba sull’aereo»: paura a Fiumicino ma è un falso allarme

Un falso allarme bomba all’aeroporto di Fiumicino ha trasformato un già di per sé bollente sabato pomeriggio in un’odissea, per 165 passeggeri in partenza da Roma e diretti a Londra. Oltre 4 ore e mezzo di attesa, sottoposti a minuziosi controlli di documenti e bagagli, nell’incognita di sapere quando finalmente sarebbero potuti ripartire.
Sono le 13.15 quando alla sala operativa della Polaria arriva una telefonata anonima che annuncia la presenza di un ordigno a bordo del volo Alitalia, in partenza alle 13.35 dall’aeroporto Leonardo da Vinci per lo scalo londinese di Heathrow. Immediatamente scattano le procedure di emergenza.
L’aereo, già pronto per il decollo, viene fatto evacuare e subito dopo entrano in azione gli agenti con i cani addestrati e gli artificieri della polizia che svolgono accurati controlli in ogni vano del velivolo. In questi casi il mezzo viene spostato in un’area dello scalo predisposta per queste tipologie di eventi, la «piazzola 846». È lì che i carabinieri e i vigili del fuoco hanno poi scaricato i bagagli contenuti nella stiva, disponendoli in fila sulla pista e ispezionandoli uno a uno.
Procedure lunghe e accurate, mentre nel frattempo lo scorrere lento delle lancette consumava la pazienza dei passeggeri. Ad alleviare l’attesa bottigliette d’acqua e snack messi a disposizione dalle hostess della compagnia di bandiera. «Siamo scesi, non ci hanno spiegato perché e da allora non sappiamo più nulla», si lamentava però un romano di 43 anni.
L’allarme è ufficialmente rientrato alle 17.30. Dopodiché ai malcapitati viaggiatori è toccato ripetere le procedure d’imbarco. Sulla pista rovente di Fiumicino, prima di poter salire a bordo dell’aereo, ciascun passeggero ha dovuto indicare il proprio bagaglio. Una misura per verificare se ci fossero borse sospette, imbarcate senza proprietario. Dopo cinque ore di passione, alle 18, il mezzo è finalmente decollato verso il Regno Unito. Tutti i viaggiatori in lista sono ripartiti, anche se non sono mancati momenti di perplessità e paura. Quello delle ferie estive, in cui si registra un aumento di presenze negli scali è un periodo delicato, considerato più a rischio di eventuali attacchi terroristici. Così la burla di chi evidentemente non sapeva come trascorrere il pomeriggio ha creato un vero e proprio allarme. Sgradito a qualsiasi humour. Anche a quello anglosassone.