Bombardato di emendamenti il bilancio bunker

Cinque macrocapitoli, un elenco di progetti, poi il nulla. Nessuna cifra, niente dettagli sulle spese, capitolo per capitolo. Da Palazzo Tursi la primo azione per spiegare i tagli al bilancio 2009 lo hanno fatto risparmiando sulla carta. Non più gli infiniti volumi ad illustrare le operazioni per trasformare la città: questa volta scende il numero delle pagine, ma soprattutto spariscono gli importi economici legati al bilancio, tanto da far salire sull’Aventino i consiglieri comunali di opposizione che arrivano a rimpiangere i cicli amministrativi di Pericu. «Sfido chiunque a capire qualcosa dai documenti che la giunta ci ha messo a disposizione- tuona Gianni Bernabò Brea (La Destra)-. Il consiglio comunale non può controllare o discutere alcunché, non ci è stata consegnata neanche la relazione di ragioneria: vogliono retrocederci ad un ruolo notarile. Farci votare un pacchetto chiuso». Investimenti, spese, tagli sono tutti racchiusi in cinque programmi che non dicono nulla. «Si tratta di un bilancio ermetico di difficile lettura - rimarca Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia-. Aumentano le spese per le consulenze. Quanto era stato criticato Merella per i 500 milioni dati a Winkler? Nel 2009 la Vincenzi per consulenze sulla mobilità spenderà 2 milioni».
Mancano le cifre, ma per il centrodestra manca anche un filo logico. La «Nuova stagione», il bilancio organizzato per progetti mirati sembra ormai un ragionamento andato perso per strada, «manca un filo logico su quello che vuole fare Genova da grande- ammonisce Giuseppe Murolo (An)-. Siamo ai livelli per cui strategicamente non si capisce dove voglia puntare la città. Se sul turismo o sull’industria. Se sulla valorizzazione del centro storico o delle periferie». «Si va dietro al comitato, non si guarda alla città organica» gli fa eco Beppe Costa che lancia l’idea di realizzare un parcheggio per pullman turistici sotto via Garibaldi. Così l’opposizione cercherà di far luce in aula a colpi di emendamenti e ordini del giorno, se non altro per avere chiari i capitoli di spesa. Ciclo dei rifiuti, la «gronda» e ancora sport, cultura, istruzione e servizi sociali sono al centro delle richieste di chiarezza da parte del centrodestra, «l’unica cosa che siamo riusciti a capire- puntualizza Aldo Praticò, capogruppo di An- è che verranno assunti nuovi vigili tolleranza zero. Sono preoccupati di fare cassa con le multe senza pensare alla sicurezza stradale e dei pedoni». Proprio gli introiti delle contravvenzioni ai genovesi continueranno ad essere la prima voce nelle entrate, come denuncia Alessio Piana (Lega Nord), mentre la biasottiana Lilli Lauro punta il dito sul costo dei servizi sociali: «Prendiamo gli asili nido- spiega Lauro-. Il costo di gestione medio per quelli gestiti in appalto è di 7.399 euro, quelli a gestione diretta comunale 13.760».
L’attacco del centrodestra è poi sull’acquisizione di patrimonio immobiliare con un incremento di spesa che salirà dagli 8 milioni del 2008 ai 35 del 2009. Così come salirà anche il costo del personale. «Quello che ci lascia perplessi- continua il forzista Guido Grillo- è che dopo un anno e mezzo di lavoro la giunta non abbia ancora chiaro con che metodo governare la città, il piano triennale che dovrebbe essere il più chiaro possibile è invece confusionario». Forse una virata strategica nel tentativo di recuperare voti sul territorio. Là dove la sinistra ha perso consensi in questi anni si cerca di recuperare. Paga la città che manca di una strategia precisa.
(1- continua)