Bombassei avverte l’esecutivo: il tempo è scaduto

RomaL’ansia cresce e pure le pressioni sul governo Monti perché batta un colpo. Va bene la riservatezza, ok per la sobrietà, ma dov’è il decisionismo che doveva caratterizzare il nuovo esecutivo?
Dalla Confindustria arriva un nuovo, pressante, invito a fare presto: il tempo è scaduto. È il vice presidente Alberto Bombassei ad avvertire che la consultazione delle parti sociali per trovare il consenso sulle riforme, annunciata dal premier, rischia di allontanare troppo il varo del pacchetto di misure anti crisi. Un rischio da evitare con l’Italia «sull’orlo del baratro», come dice la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
«La situazione - dice Bombassei, in un’intervista a Il Messaggero- non consente le liturgie del passato, né tatticismi né difese ideologiche». Per il numero due dell’associazione industriali le decisioni vanno prese subito: «È in gioco il futuro del nostro Paese e di tutta l’Europa».
Pochi giorni fa Bombassei spiegava che il programma del governo Monti è condivisibile e che comprende interventi già da tempo giudicati indispensabili e mai realizzati per ragioni politiche. Ora il vice presidente di Confindustria sembra più preoccupato che anche stavolta prevalgano i giochi di Palazzo, le trattative tra i partiti e le contrattazioni con le forze sociali. E ripete: «Sui “titoli“ siamo tutti d’accordo. Adesso dobbiamo passare alla realizzazione con tempi e priorità che ugualmente darei per conosciuti». Urgono, per Bombassei, «misure strutturali che rilancino la voglia delle imprese di scommettere sul proprio futuro». Interventi che devono rispondere alle ben note «attese dei mercati» e anche, in particolare, «delle piccole e medie imprese». Il vice presidente di Confindustria chiede «interventi capaci di creare condizioni di sviluppo, le uniche capaci di dare risposte alla forte domanda di occupazione, ben retribuita, il più possibile stabile, rivolta soprattutto ai giovani». Giovani ai quali consiglia di orientarsi verso l’istruzione tecnica. Quanto alla Fiat, per Bombassei è «un’opportunità» la disdetta del contratto nazionale negli impianti del gruppo dove non è stato applicato il modello Pomigliano. E le soluzioni individuate possono essere d’esempio per tutto il settore metalmeccanico. «Sono scelte impegnative - dice -, ma non più rinviabili».
Grande preoccupazione è stata espressa in questi giorni anche dal presidente dell’Associazione costruttori, Paolo Buzzetti, che ha parlato di «un Paese da ricostruire, come nel dopoguerra». Il numero uno dell’Ance ha fornito dati allarmanti sulla crisi delle imprese edili, molte delle quali sono destinate alla chiusura senza interventi immediati. Anche i costruttori, dunque, chiedono al governo Monti di andare avanti con «decisione» e, come dice Buzzetti, non solo sul piano del «rigore, ma anche sul fronte della crescita». Quanto all’Ici, per il presidente dell’Ance la tassa è accettabile solo se accompagnata da misure che favoriscano gli investimenti.