Bombe islamiche a Mumbai: venti morti e 113 feriti

Si è aggravato di ora in ora per tutta la giornata il bilancio del triplice attentato dinamitardo di ieri a Mumbai: in serata il numero dei morti accertati è infatti salito a almeno venti, mentre i feriti ammontano a 113. Lo ha reso noto l’emittente televisiva «Ndtv» citando Umesh C. Sarangi, ministro dell’Interno dello Stato federato del Maharashtra, di cui l’ex Bombay è la capitale. Sarangi ha avvertito che il computo delle vittime è destinato con ogni probabilità a peggiorare ulteriormente. Il ministro dell’Interno indiano, Palaniappan Chidambaram, ha detto che gli attentati «sono frutto di un attacco terrorista coordinato». Per il presidente dello stato del Maharashtra, facendo allusione a una possibile regia straniera, si è trattato di una «sfida alla sovranità indiana». La polizia sospetta il gruppo islamico fuorilegge degli Indian Mujahiddin, al quale sono già stati attribuiti vari altri attentati in India. Il gruppo è affiliato ai militanti pakistani di Lashkar-e-Taibag, già autore nella stessa città delle stragi del 26 novembre del 2008, quando una serie di attacchi simultanei colpì le zone più frequentate dai turisti, alcuni hotel e una stazione ferroviaria provocando 166 morti e circa 300 feriti. Le tre esplosioni di ieri sono avvenute quasi simultaneamente (pochi minuti prima e pochi minuti dopo le 19 ora locale, le 15.30 ora di Roma), a Zaveri Bazaar, vicino al famoso tempio Mumbadevi e all’Opera House in Charni Road. Come hanno spiegato i media internazionali: all’ora di punta in un quartiere residenziale abitato soprattutto da famiglie della classe media, un mercato dell’oro e un edificio in cui lavorano agenti mediatori di diamanti e bigiotteria. Le stragi sono state provocate da ordigni artigianali. In seguito gli investigatori avrebbero anche trovato, secondo notizie di stampa non confermate dalle autorità, una quarta bomba rimasta inesplosa.
L’azione terroristica è stata duramente condannata da numerosi governi di tutto il mondo, fra i quali quelli di Stati Uniti, Germania e Pakistan. In una dichiarazione letta dal portavoce della Casa Bianca Jay Carney, Barak Obama ha rivolto «pensieri e preghiere ai feriti e a quanti hanno perso persone care» negli attentati e ha offerto sostegno agli sforzi messi in atto dall’India, il cui governo ha rafforzato in tutto il Paese le misure di sicurezza intorno agli obbiettivi sensibili, per portare i responsabili di quegli atroci crimini davanti alla giustizia.
L’Unità di crisi del Ministero degli Esteri è stata fin dall’inizio in contatto con il consolato generale italiano a Mumbai per verificare l’eventuale coinvolgimento di italiani nella triplice esplosione.