Bombe in moschea, unica firma

Potrebbe esserci la stesso mano dietro agli attentati che, da aprile a oggi, hanno scelto come obiettivo moschee, luoghi di preghiera e associazioni islamiche di Milano e hinterland. Quattro diversi episodi che il pool antiterrorismo della procura milanese sta valutando se ricondurre alla stessa firma. Il primo ad aprile in città contro l’associazione Islamic Relief di via Amadeo, altri due a luglio e agosto con le bombe molotov contro la moschea di Abbiategrasso e un quarto sempre in agosto con l’incendio dell’auto del vice imam di Segrate Hamid Zariate chiamato alla moschea per sostituire l’imam assente per un breve periodo di vacanza. Tutti episodi abbastanza misteriosi, con un’unica firma, per il momento al vaglio degli inquirenti. Quella dell’azione incendiaria contro l’istituto culturale e associazione di raccolta fondi Islamic Relief che sarebbe stata firmata con una rivendicazione fatta pervenire tramite telefonata ai vigili del fuoco dal Fronte cristiano combattente.
Sulle vicende sono al lavoro la Procura antiterrorismo di Milano oltre a uomini dei carabinieri e della Digos che hanno portato a palazzo di giustizia documenti relativi alle indagini. Ieri mattina il summit nell’ufficio del pubblico ministero dell’Antiterrorismo Maurizio Romanelli che ha convocato gli investigatori per fare il punto di questa prima fase delle indagini. Oltre all’identica matrice, per il momento non viene neppure scartata a priori l’ipotesi delle divergenze interne agli islamici tra moderati e radicali. Una pista, quella delle divergenze all’interno della comunità islamica che per ora essere ritenuta la meno probabile.
Un’unica inchiesta, dunque, per cercare di comporre con un puzzle episodi diversi di cui sembra piuttosto difficile identificare la matrice. Investigatori al lavoro anche ad agosto, quindi, per cercare di collegare il lancio di ordigni incendiari contro la moschea di Abbiategrasso nella notte tra il 26 e 27 luglio e lo scorso 10 agosto, quello contro l’auto del vice imam di Segrate nella notte del 6 agosto e l’attentato incendiario, al centro culturale Islamic Relief lo scorso 13 aprile. Da non dimenticare che il procuratore aggiunto milanese Armando Spataro, coordinatore del pool antiterrorismo, nei giorni scorsi aveva prospettato la possibilità che la matrice degli attacchi fosse da attribuirsi a formazioni di estrema destra.