Le bombe non hanno funzionato, strage evitata

Attacchi simultanei nell’affollata ora di pranzo. Le stazioni sono state subito sgomberate dalla polizia ma il panico è rimasto contenuto

Gaia Cesare

Ancora un angosciante giovedì. Di nuovo quattro attacchi quasi simultanei: tre nei sotterranei della metropolitana e uno su un bus a due piani. Stavolta sono le 12.30 circa, ma a Londra sembra che un nastro dell'orrore abbia innescato un inquietante «rewind» e che il 7/7 britannico sia di nuovo in scena nelle strade della metropoli, esattamente a due settimane dagli attentati di matrice islamica che hanno provocato 56 morti. C'è, tuttavia, un particolare non trascurabile che nella convulsa giornata di ieri ha stemperato l'angoscia, ma non ha scacciato la paura: le esplosioni non hanno provocato alcuna vittima, solo il ferimento lieve di una persona.
È l’ora del lunch time, le 12.25 a Londra quando scatta il primo allarme alla stazione metropolitana di Shepherd’s Bush, ovest della capitale. Tra il panico e le lacrime, i passeggeri sono costretti ad evacuare in fretta l’area. Quasi contemporaneamente le prime ambulanze si dirigono verso Oval, la stazione che corre lungo la Northern Line, a sud della città, nei pressi della più celebre Brixton, l'area dei sobborghi poveri e multirazziali. La stazione viene sgomberata e così anche alcuni edifici della zona. Intanto i primi soccorsi si precipitano anche nella più centrale Warren Street, dove qualche testimone riferisce di aver udito colpi di pistola lungo un binario, qualcun altro racconta di un uomo con uno zaino in spalla, poi esploso improvvisamente. Scatta il «codice ambra», che per circa due ore impone lo stop a cinque linee della tube, Hammersmith and City, Northern, Bakerloo, Piccadilly e Victoria, quest'ultima riaperta poco dopo. La città è paralizzata. E nel mirino c’è anche un «double-decker», il numero 26 degli autobus a due piani che stava circolando lungo Hackney Road. Anche questa volta colpito quasi un’ora dopo le esplosioni nel metrò. Nord, sud, est e ovest: la macabra intenzione dei terroristi sembra di nuovo quella di creare una croce di fuoco nei quattro punti cardinali della città.
«Incidente» è la parola che circola immediatamente dopo l'allarme. Ma quando fonti della polizia si sbilanciano e riferiscono di «esplosioni», forse causate da «bombe», la mente degli inglesi è già tornata al 7 luglio. Come in quel tragico giovedì, centinaia di persone si riversano per strada e tentano di raggiungere a piedi le loro abitazioni. I taxi vengono presi d'assalto. Il capo di Scotland Yard, Ian Blair, invita i londinesi alla calma, lancia un appello perché restino dove sono, parla di «incidente serio», ma di bombe più piccole del 7 luglio. Londra sa già che il triste avvertimento lanciato dalle autorità nei giorni scorsi - la minaccia che gli estremisti potessero tornare all’opera - è ormai una realtà. Intanto gli allarmi si susseguono: all’University College Hospital - dove è ricoverato l’unico ferito di Warren Street - sarebbe stato visto un uomo sospetto, «con fili che escono dalla sua maglietta». E poi mitra puntati contro un asiatico a Downing Street e infine alla stazione di St. Albans, chiusa ed evacuata per un pacco sospetto. Il panico - quella paura irrazionale che gli inglesi hanno tenuto a bada finora e che continuano a non far trapelare - serpeggia palpabile. Tanto che gli autisti della Piccadilly e della Bakerloo line incrociano le braccia e si rifiutano di riprendere il loro lavoro dopo gli attacchi.
E le parole pronunciate da Ian Blair a qualche ora dagli attentati non rassicurano. Qualcosa è andato storto nei piani dei terroristi, il cui obiettivo era ancora quello di seminare paura e morte: «Gli attentatori hanno cercato di far esplodere quattro ordigni, con l'intenzione di uccidere, ma non ci sono riusciti». In pratica, a esplodere sono stati solo i detonatori. Nonostante la massima cautela di Scotland Yard, per la quale non ci sono ancora certezze sui collegamenti fra gli attacchi di ieri e quelli del 7/7, fonti della polizia britannica hanno confermato che l’esplosivo usato ieri ha le stesse caratteristiche di quello impiegato nella strage di due settimane fa, ma con un potenziale probabilmente inferiore. Di certo si è trattato di armi convenzionali ed è escluso l’uso di armi chimiche. Intanto, sul posto - riferisce ancora Blair - sono stati raccolti «indizi significativi» per le indagini. Sembra invece che i due arresti scattati ieri, quello a Downing Street, e anche un secondo avvenuto nei pressi di Whitehall non siano legati agli attentati.