Bombe su sede Onu Israele uccide un ministro di Hamas

Colpite la sede dell'agenzia delle Nazioni Unite per rifugiati, il palazzo dei media e un ospedale. Le scuse di Gerusalemme. Diplomazia a lavoro per la tregua. Ma Israele avverte: "Nessuna decisione sul cessate il fuoco". Hamas: "Vendetta con il sangue"

Gaza - Un ospedale, la sede della Unrwa e il palazzo dove risiedono molti giornalisti arabi, sono alcuni degli obiettivi colpiti dalle truppe israeliane. E' stata intensificata infatti l’offensiva su Gaza City: colpita due volte la sede dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu. E il segretario di stato americano, Condoleeza Rice, assicura al premier israeliano, Ehud Olmert: "Pronti a garantire un blocco contro il riarmo di Hamas".

Palazzo dei rifugiati palestinesi Il palazzo dell’Unrwa colpito nei raid israeliani a Gaza è la sede centrale dell’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi e i soldati hanno sparato proiettili al fosforo contro l’edificio che in quel momento ospitava all’interno circa 700 palestinesi. Lo ha denunciato un funzionario dell’organizzazione, Chris Gunnes, aggiungendo che "tre proiettili dell’artiglieria hanno colpito l’edificio, caudando un grande incendio". Uno dei feriti, ha rivelato Claret, ha riportato lesioni provocato dalle bombe al fosforo bianco. Il funzionario ha espresso la sua preoccupazione per la sorte delle persone rifugiatesi nell’edificio e per quella degli aiuti umanitari conservati all’interno dello stabile.

Le scuse di Israele Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, si è scusato con il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, dopo che oggi l’esercito israeliano ha colpito la sede dell’Unrwa. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Ban, oggi in visita a Tel Aviv, si è detto "indignato" per l’accaduto. Secondo quanto ha riferito il portavoce dell’Unrwa, Chris Gunness, la sede dell’agenzia Onu è stata colpita da tre proiettili al fosforo bianco, che hanno provocato un incendio. Tre persone sono rimaste ferite, mentre nell’edificio avevano trovato rifugio 700 civili. Ban ha detto di aver protestato duramente con le autorità israeliane, e di aver chiesto anche l’apertura di una inchiesta per fare luce su questo episodio. "Il ministro della Difesa mi ha detto che è stato un grave errore e mi ha assicurato che saranno adottate ulteriori garanzie per evitare il ripetersi" di incidenti simili. Il portavoce dell’Unrwa Gunness ha detto che l’agenzia ha sospeso il movimento dei suoi mezzi, ma non le sue attività umanitarie.

Colpito il palazzo dei giornalisti Attaccato anche l’edificio che ospita numerosi giornalisti di testate arabe e internazionali, dove due cameramen sono rimasti feriti. Due cameramen palestinesi sono rimasti feriti questa mattina in un raid aereo israeliano contro un edificio che ospita gli uffici di numerosi media arabi e internazionali. Lo hanno riferito alcuni testimoni. I due giornalisti feriti sono dei dipendenti della televisione araba di Abu Dhabi, hanno detto i responsabili dell’emittente a Gaza. L’edificio "Al Shuruq" ospita, tra gli altri, gli uffici dell’agenzia Reuters, delle emittenti Fox, Sky ed Rtl e di media arabi come al Arabiya ed Mbc.

Ucciso ministro di Hamas L’esercito israeliano ha oggi colpito la casa di Siad Siam, uno dei leader di Hamas a Gaza e ministro dell’interno nel governo di fatto del movimento fondamentalista islamico. Un portavoce militare ha detto che è stata colpita la casa nel quartiere di Sheikh Radwan, ma di non sapere se Siad Siam si trovava nell’abitazione e se sia stato ucciso o ferito. La conferma arriva da un portavoce di Hamas. Siam è stato colpito nella sua casa di Gaza City da un ordigno sganciato da un F16 e con lui, stando al portavoce di Hamas, sono morti un figlio, un fratello e familiari di quest’ ultimo. L’operazione, secondo Israele, è stato il frutto di una collaborazione fra le forze armate sul terreno e i servizi d’ intelligence dello Shin Bet.

La promessa di vendetta Il braccio armato di Hamas ha minacciato di vendicare la morte del ministro dell’Interno, Siad Siam, ucciso oggi pomeriggio, assieme alla sua famiglia, durante un raid aereo israeliano. "Il suo sangue - si legge in un comunicato delle brigate Ezzedine al-Qassam - non sarà versato invano. Non risponderemo con le parole ma con atti concreti". Secondo fonti palestinesi, citate sul sito online del quotidiano israeliano Haaretz, nel raid aereo israeliano che ha provocato la morte del ministro Siam, sono rimasti uccisi anche il capo dell’apparato di sicurezza di Hamas, Salah Abu Shreh e il comandante militare di Gaza City, Mahmud Watfah.

Bombe su Gaza City L’aviazione dello Stato ebraico ha colpito 70 obiettivi concentrandosi soprattutto su Gaza City, Khan Yunis e Rafah. Il bilancio complessivo dei morti nell’enclave palestinese dall’inizio nelle quasi tre settimane dell’offensiva Piombo fuso è arrivato a 1.038. I militanti di Hamas hanno risposto con il lancio di 14 razzi verso il sud di Israele, nelle prime ore di oggi. Colpite diverse località, ma non si ha notizia di danni o feriti. I nuovi combattimenti arrivano mentre l’Egitto tenta di mediare una tregua di 10 giorni, su cui c’è già stata un’apertura di Hamas. Questa mattina in Israele è arrivato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinemeir.


Truppe di terra a Gaza Testimoni riferiscono che le truppe di terra israeliane stanno entrando nelle zone densamente popolate di Gaza City, e migliaia di residenti terrorizzati stanno fuggendo dalle loro case. I testimoni riferiscono in particolare che i soldati, appoggiati dagli elicotteri e dai carri armai, si stanno spingendo all’interno della città per cercare i miliziani di Hamas. Non è chiaro se si tratti dell’inizio di una nuova fase dell’offensiva israeliana contro Hamas, lanciata lo scorso 27 dicembre per fermare gli attacchi con i razzi Qassam contro le comunità israeliane nel Negev occidentale. Anche i media israeliani riferiscono che nelle ultime ore si sono inaspriti gli scontri nella Striscia, mentre si intravede la possibilità di trovare un accordo al Cairo su un cessate il fuoco. I jet israeliani nella notte hanno colpito circa 70 obiettivi nella notte, tra cui una moschea nel sud della Striscia e piattaforme per il lancio dei razzi.

Piombo fuso
Il bilancio dei morti palestinesi per l’operazione Piombo fuso, giunta al 19esimo giorno, ha superato i 1060, tra cui 322 bambini. Nella notte l’aviazione dello Stato ebraico ha colpito 70 obiettivi concentrandosi soprattutto su Gaza City, Khan Yunis e Rafah. I militanti di Hamas hanno risposto con il lancio di 14 razzi verso il sud di Israele. L’accelerazione israeliana arriva mentre al Cairo l’inviato israeliano, Amos Gilad, discute la proposta egiziana per un cessate il fuoco di 10 giorni. Gilad è stato ricevuto dal capo dell’intelligence egiziana, Omar Suleiman.

Vaticano: violazione dei diritti della popolazione Il Vaticano attacca Israele. "Negando l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza viene meno il basilare rispetto dei diritti e della dignità delle persone e delle comunità". Allo stesso tempo va condannato fermamente l’uso dei civili come scudi umani. È  questa la denuncia dell’arcivescovo Celestino Migliore, intervenuto ieri al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul tema della protezione dei civili nei conflitti armati, il cui intervento è stato diffuso oggi dalla Radio Vaticana. Mons. Migliore ha anche spiegato che la drammatica situazione a Gaza, in Congo, Iraq e Darfur dimostra come non si stia facendo abbastanza per proteggere le popolazioni civili in aree di guerra: L’Osservatore permanente della Santa Sede al Palazzo di Vetro ha sottolineato che spesso, per ragioni politiche o militari, vengono violati i più elementari diritti dei civili, in particolare donne e bambini. In questo 2009, che segna il 60esimo anniversario della Convenzione di Ginevra, la comunità internazionale deve impegnarsi concretamente a proteggere i civili durante i conflitti armati: è questo l’appello dell’arcivescovo Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Verso il cessate il fuoco Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon si è detto convinto che un cessate il fuoco a Gaza possa essere prossimo. Dopo aver incontrato il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, Ban ha detto: "Penso che siano stati messi in campo gli elementi affinché le violenze possano cessare ora". Ban ha in programma oggi una fitta serie di incontri con i vertici di Israele, mentre domani a Ramallah vedrà il presidente dell’Anp, Abu Mazen. Ma fonti vicine a Israele hanno fatto sapere che non è stata ancora presa una decisione sul piano del cessate il fuoco.