Bomber Matri l’idolo delle veline strega la Signora

La Juventus ha finalmente trovato l'uomo gol che mancava dai tempi di Inzaghi e Trezeguet

Trent'anni, eppure sembra uno sbarbato che stia per incominciare la carriera. "Baby face" Matri Alessandro ogni tanto ripensa al tempo di premesse e di promesse al Milan. Era il Duemilasette e sembrava l'inizio dell'avventura magnifica: Prato, Lumezzane, Rimini, le scuole elementari prima dell'università, dalla primavera rossonera alla prima squadra. Negativo. Il progetto restò tale. Il Milan scelse altro, tipo Ricardo Oliveira, di cui si sono perse le tracce nel football vero, oggi trascorrendo, il ragazzo, le vacanze calcistiche ad Abu Dhabi mentre il club milanista attende ancora il pagamento di una rata milionaria dal Saragozza. Venne anche Ronaldo, c'era profumo di Pato, Inzaghi era sempre superPippo, insomma non c'era posto e nemmeno speranza per il bel giovine, ciclista mancato, di Sant'Angelo Lodigiano.

Dunque Matri, di anni venticinque, venne considerato poco maturo per il club più titolato al mondo e l'immaturo se ne andò in esilio sull'isola, nel senso di Cagliari; la quotazione complessiva dell'operazione, prima in comproprietà poi a titolo definitivo, non superò i tre milioni di euro.
Nessuno poteva immaginare il decollo e il ritorno sul continente. Nessuno tranne Cellino che dopo aver fatto l'affare, ha saputo rifarlo, tre anni e mezzo dopo, girando alla Juventus l'immaturo per una cifra sei volte più alta.

A Torino fanno due conti, trentacinque presenze e diciotto gol, roba buona per una squadra che ha superato la depressione e ha avuto un'euforia di punte, Amauri, Toni, Iaquinta, Del Piero, Quagliarella ma tutti sulla giostra spenta, tra errori ed omissioni di Del Neri e dello staff societario prima che, alla fine, il lavoro puntiglioso e competente di Conte, non trovasse la soluzione migliore.
Il collezionista di belle donne, il pupo delle veline, il ragazzo che fa impazzire madri e figlie oppure un calciatore qualunque che nulla aggiunge alla Juventus, secondo la tesi scritta e ribadita da illustri opinionisti di football, oggi incomincia a fare scrivere cose serie sul proprio conto.

Il campo smentisce il pensiero grigio, Matri lotta e segna, si è "Inzaghizzato", frenetico, affamato, opportunista, astuto, forse stimolato dalla concorrenza interna, dall'ultimo arrivo di Borriello che si aggiunge a Quagliarella e a Vucinic, senza dimenticare, mai, l'altro Alessandro, al secolo Del Piero.
Il pupazzo di neve che ha realizzato due gol contro l'Udinese è diventato idolo non soltanto delle donne. I tifosi della goeba sognano di avere ritrovato l'uomo gol che da sempre appartiene alla storia della squadra, Trezeguet è stato l'ultimo di un elenco lunghissimo.

Matri sarebbe piaciuto di certo all'Avvocato, esperto di football e di femmine. Per il momento piace a Conte, basta e avanza per portare la Juventus in testa alla corsa. Potrebbe piacere anche a Prandelli, leggi alla voce campionati europei, ma non è il tempo dei sogni, altrimenti si rischia la fine del Duemilasette. Meglio tirare diritto, come esige il suo allenatore salentino. Intanto Alessandro, insieme con Pirlo, Storari e Borriello, parla anche del Milan che fu loro, prima di diventare maturi. Strane storie di calcio.