Bon ton cinese Il galateo all’orientale

Mentre si parla di scambi economici e culturali con una Cina sempre più potente e «di moda», varrebbe la pena conoscere le tradizioni di questo Paese con cui avremo presumibilmente a che fare nei prossimi decenni. Siete un uomo o una donna d'affari e vi apprestate a ricevere il vostro nuovo partner cinese di passaggio in città e non sapete bene come comportarvi? In attesa che si stabiliscano delle regole di galateo globali, cercate di mantenere dei comportamenti «basic» per non perdere la faccia già dal primo incontro. Se decidete di invitare il vostro cinese a cena - in previsione di triplicare il fatturato - evitate di soffiarvi il naso ripetutamente (considerata una vera villanata), parlate con tono dimesso, non stritolate la mano di sua moglie (nel caso se la porti dietro) e soprattutto non sgranate gli occhi se ingoia la minestra con risucchio e rutta beato a fine pasto. Se in faccia ha stampata un'espressione imperscrutabile lasciate perdere, non caverete un ragno dal buco: si sa che gli orientali hanno un secolare self control mimico, quindi potrà anche trovarvi odioso ma tanto non lo capirete mai. Non inoltratevi in interpretazioni fuori luogo e non dimenticate mai il biglietto da visita per non fare la figura del zoticone. Se vi porge il suo, non infilatelo subito in tasca, segno di ignoranza, e giratelo con aria interessata tra le mani. Ricordate che piantare le bacchette nella ciotola di riso equivale a una pratica funeraria, quindi evitate se non volete passare per uno iettatore. Se invece è lui a invitarvi, cercate di mangiare quello che vi offre anche se vi disgusta o se avete l'Helicobacter pylori, ma ricordatevi di lasciare almeno due granelli di riso sul piatto: fa molto chic e sarete apprezzati. Infine non rifiutate il thé, per i cinesi segno di benvenuto. Se proprio non vi va, fate finta e avvicinate la tazza alle labbra. Farete la vostra bella figura e per il mal di stomaco potrete sempre ricorre (dopo) a un Maalox.