Bonanni ai commercianti: "Un patto con il governo per battere l’evasione"

nostro inviato a Cernobbio (Como)

La proposta è coraggiosa soprattutto per il luogo dove viene lanciata: il Forum di Confcommercio a Cernobbio. Si tratta di «un patto contro l’evasione fiscale», secondo Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Un’idea che, detta arrivando alle assise dei commercianti, corre il rischio di gettare su di loro la croce dell’evasione. Bonanni ha del fegato, ma ce l’ha anche Carlo Sangalli, presidente della confederazione e «padrone di casa» sul lago di Como. Il quale risponde «senz’altro di sì», dopo che venerdì aveva proposto una revisione dell’Irpef per le famiglie. Concorda anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ospite pure lui di Confcommercio: «Si può fare», assicura.
Nella guerra alla crisi economica si affaccia così un nuovo nemico da combattere. Che in realtà è un nemico storico dell’erario italiano. Ma nelle intenzioni di Bonanni la lotta all’evasione si lega a una profonda riforma del sistema fiscale, in particolare di quegli studi di settore (cioè i redditi presunti delle varie categorie produttive su cui si pagano le tasse anche se quei fatturati non vengono raggiunti, cosa tutt’altro che rara in questi periodi di crisi) che i commercianti, e assieme a loro gran parte di artigiani e piccoli imprenditori, considera una spada di Damocle se non un cappio al collo.
Il numero uno della Cisl propone una sorta di scambio: il sindacato promette di affiancarsi alla galassia di piccoli operatori economici per rivedere un sistema fiscale che oggi è vessatorio, e la platea di commercianti aiuta lo Stato nella lotta all’evasione. «Noi li sosterremo nell’elaborazione di studi di settore più confacenti alle loro esigenze, loro ci devono appoggiare nella battaglia all’evasione e all’elusione fiscale, soprattutto nel ripristino della tracciabilità». Le risorse che verranno recuperate, secondo il leader sindacale, potranno essere divise per ridurre il fisco a lavoratori dipendenti e pensionati.
Bonanni parla nella tana del lupo, perché è lunga la strada per cancellare l’equazione «commerciante uguale evasore». Ma Confcommercio è la prima a rispondere positivamente alla sfida della Cisl. «Dev’essere chiaro che l’evasione è una patologia che taglia trasversalmente tutta l’economia e la società - chiarisce Sangalli - e occorre l’impegno di tutti per contrastarla e ridurla. Con il controllo della spesa pubblica e il recupero dell’evasione, tutto il Paese potrà giovarsi della riduzione della pressione fiscale». Gli studi di settore sono un tasto dolente soprattutto al Nord e Centro Italia, dove fasce sempre più larghe di commercianti e piccoli imprenditori premono per la revisione di un sistema impositivo che potrebbe dare il colpo di grazia a un’economia bastonata dalla crisi.
A ruota arriva anche il consenso del governo. Ieri pomeriggio il ministro Sacconi e Bonanni erano allo stesso tavolo a Villa d’Este di Cernobbio a discutere del «ruolo delle piccole e medie imprese». L’intesa tra i due è solida. Dice il titolare delle Politiche sociali: «Il presidente Berlusconi ha più volte detto che dobbiamo raggiungere risultati molto maggiori nella riduzione dell’evasione fiscale, soprattutto incoraggiando una reale collaborazione tra fisco e contribuenti. Ciò significa anche rivedere gli studi di settore come ci siamo impegnati a fare, e avvicinare le modalità di prelievo fiscale alle condizioni concrete delle imprese».