Bonanni: "Ecco le nostre richieste per evitare lo sciopero generale"

L’intervento fiscale sui salari deve essere fatto "subito", altrimenti "sarà sciopero generale" ha detto il segretario generale della Cisl, aggiungendo che il sindacato "non accetterà rinvii"

Roma - C’è tempo fino al 18 gennaio per scongiurare uno sciopero generale dei lavoratori per una nuova politica di sostegno ai redditi da lavoro e pensioni. I sindacati hanno infatti spostato la data dei direttivi unitari dal 15 al 18 gennaio mentre il 15 e il 16 si terrà il direttivo della Cgil che si sarebbe dovuto riunire domani. In vista della riunione di domani tra governo e sindacati, in cui si dovrà impostare la discussione su salari e fisco, ancora oggi il sindacato ha ricordato che si attende una risposta a breve o sarà sciopero. L’intervento fiscale sui salari deve essere fatto "subito", altrimenti "sarà sciopero generale" ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, aggiungendo che il sindacato "non accetterà rinvii".

Per dissolvere lo spettro dello sciopero generale sarà cruciale l’incontro in programma domani quando sindacati e governo si siederanno attorno al tavolo per un primo confronto. Ecco le richieste di Cgil, Cisl e Uil nella piattaforma già presentata al governo.

Su retribuzioni interventi pari a 1% Pil Per Cgil, Cisl, Uil la priorità è diminuire le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati. Chiedono un intervento fiscale e tariffario a favore dei redditi e delle retribuzioni articolato in una serie di interventi di carattere strutturale, con lo spostamento di risorse pari ad un punto di Pil.

Aumento detrazione lavoro dipendente Viene chiesto un aumento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente e pensioni, con un primo intervento che renda lineare la curva decrescente, a partire dai redditi medi e medio bassi, anche attraverso una maggiore detrazione delle spese per la produzione del reddito. Si chiede poi di uniformare le no tax area a 8000 euro, di introdurre un bonus fiscale sotto forma di imposta negativa a favore degli incapienti.

Riduzione tasse su aumenti contrattuali Il sindacato la chiede per consentirne una redistribuzione immediata a favore dei lavoratori dipendenti. Propone quindi la diffusione generalizzata della contrattazione di secondo livello e l’incentivazione e la riduzione delle tasse sugli incrementi di reddito collegati ad indicatori di risultato, come già avviato col Protocollo Welfare. Ciò significa anche la definizione di regole e tempi più certi per la conclusione dei rinnovi contrattuali: per questo chiedono anche al governo di farsi garante dell’avvio di un confronto con e tra tutte le controparti datoriali su questi temi.

Riduzione su aliquote fiscali I sindacati propongono una radicale riforma dell’Irpef, da realizzare in un arco temporale pluriennale, per realizzare uno spostamento di risorse a sostegno delle fasce di reddito nelle quali si colloca la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Oltre alle detrazioni, quindi, serve una revisione della scala delle aliquote, con particolare riferimento alla terza aliquota (38%), con l’obiettivo di aumentare il reddito disponibile.

Dote fiscale Realizzare un unico strumento di sostegno fiscale alla famiglia con figli da realizzarsi attraverso l’unificazione delle detrazioni per carichi familiari e l’assegno famigliare, istituendo, in tal modo, una «dote» fiscale per i figli da 0 a 18 anni, o almeno per i figli tra zero e i tre anni.

Tfr e previdenza complementare Immediata riduzione della tassazione sul Tfr e una drastica riforma che semplifichi sensibilmente il meccanismo di calcolo dell’aliquota ed evidenzi i benefici della tassazione separata. "Il Tfr ha subito negli ultimi anni un progressivo aggravio di tassazione, con effetti penalizzanti sui contribuenti con redditi medio-bassi" dicono i sindacati che chiedono anche la riduzione del carico fiscale sulla previdenza complementare.

Tassazione 20% rendite Cgil, Cisl e Uil chiedono che i redditi derivanti da investimenti finanziari di natura speculativa vengano tassati, per il futuro, con un’aliquota del 20%.

Federalismo fiscale, casa e tariffe Il sindacato chiede infine la realizzazione di un federalismo fiscale che affronti il tema del carico fiscale complessivo che grava sui cittadini; politiche fiscali per la casa e, soprattutto interventi su tariffe e prezzi. "Tutte le imprese che forniscono prodotti o servizi di pubblica utilità che godono delle riduzioni del cuneo fiscale (elettricità, gas, benzina, farmacie, banche, assicurazioni, etc.) - dicono - devono provvedere ad una riduzione dei prezzi finali all’utenza corrispondenti ai benefici ricevuti".