Bonanni: "Spostare il fisco sui consumi" Bossi: "Contratti? Ora salari regionali" 

Il leader della Cisl rilancia questione fiscale e pensioni. Poi se la prende con Brunetta: "Non si parla di ruberie
nella sanità, negli appalti, negli enti locali ma si parla dei
fannulloni". Il ministro replica: "Accetti un pubblico confronto"

Roma - "Noi la riforma delle pensioni la facciamo per guadagnarci non per perderci. La vicenda dello scalone ancora grida vendetta". Il segretario della Cisl, Raffele Bonanni, chiude così il congresso del suo sindacato. E "non ci illudiamo su questioni come quella sugli usuranti", è il messaggio che manda alla Cgil, affermando che "noi dobbiamo batterci per garantire a nostri pensionati una pensione migliore". Non solo, la proposta della Cisl sul patto fiscale deve passare oltre che per un ritorno alla tracciabilità allo spostamento del peso fiscale sui consumi. Per il leader della Cisl questo sarà il sistema per distribuire in modo equo la pressione fiscale, più della progressività. "Ci saranno 10/20 centesimi in più sul latte, ma quanti ne arriveranno da quelli comprano uno yacht?" ha detto il segretario della Cisl. Bonanni ha quindi esortato un confronto preliminare con le organizzazioni imprenditoriali, in particolare sulla tracciabilità : «bisogna fare una proposta seria e vedere chi ci sta. Ma bisogna fare una proposta anche per uno spostamento delle tasse, alleggerendo quelle dei lavoratori e dei pensionati, sui consumi». «Basta andare a vedere la spesa di un pensionato: perchè è vero che ’consumà gran parte del suo reddito ma consuma sicuramente molto meno di un ricco» ha detto Bonanni ribadendo la proposta di un fisco più equo, risultato di un mix tra la tassazione dei redditi e quella sui consumi.

Apertura condizionata alla Cgil La Cisl dice sì alla proposta della Cgil di tornare alla piattaforma sindacale per il calcolo della rappresentatività sindacale ma chiede al sindacato di Epifani di tornare "al progetto unico contrattuale". Capisco che Epifani sia deluso perchè aveva detto senza di noi gli imprenditori non firmano, ma ora è il momento di firmare un progetto per guardare avanti, rispettandoci tutti perchè non c’è uno da rispettare più di altri" ha aggiunto Bonanni che ha definito "ingeneroso" il giudizio della Cgil ed ha accusato Epifani di "barare" sulla fruibilità del secondo livello di contrattazione. Epifani "non può dire che il sistema non ha prodotto niente sul secondo livello: non può fare il furbo, perchè il secondo livello, a differenza del ’93, è fruibile. Abbiamo messo il turbo nelle aziende e nei territori. E insisto sui territori, perchè qui Guglielmo bara quando dice che non si è fatto questo. Ma dov’era quando trattavamo? Ora - ha aggiunto - non sono più confusi i ruolo del primo e del secondo livello". "So che Epifani è deluso. Aveva detto non preoccupatevi, gli imprenditori non faranno un accordo senza di noi. Dopo però ha capito che un veto non basta a cambiare il mondo. Ricongiungiamoci con un progetto più chiaro ma per andare in avanti".

Attacco a Brunetta Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni se la prende poi con il ministro Renato Brunetta, definendolo "politico male educato democraticamente" e più in generale avverte anche di reagire se no il Paese sarà tagliato a fette dal qualunquismo. "Quando ci sono ministri - spiega Bonanni - che dicono o si fa come dico io o altrimenti mi dimetto, anzi minaccia di mettere le manette e io scherzando ho detto sì magari introduca anche misure corporali, quando si arriva a questo non si segnala solo la presenza di un politico male educato democraticamente ma il problema è anche sapere se si ha pudore o no". Per il leader della Cisl "c’è qualcosa che si è rotto a monte e non costituisce un limite e alcuna resistenza alle affermazioni. Sono imbufalito al pari dei miei colleghi della p.a. e della scuola - aggiunge - quando si fa passare che il grembiule risolve il problema. Anche qui c’è qualcosa che si è rotto a monte e noi, se siamo bravi sindacalisti dobbiamo andare anche contro corrente anche se le cose sono difficili e impopolari altrimenti il paese sarà tagliato a fette dall’assenza di responsabilità e dal qualunquismo che sta rodendo al vita sociale politica, economica del nostro paese". Ogni nuovo governo, attacca il leader della Cisl, "non solo ci presenta un deficit maggiore ma dice il contrario del precedente. Non si parla di ruberie nella sanità, negli appalti, negli enti locali. Non si parla di nulla ma si parla ancora e si continua a parlare dei fannulloni". E rivolgendosi ancora a Brunetta conclude: "All’amico Brunetta dico che, se ha tutta questa foga di rinnovare la pubblica amministrazione, faccia con noi questa battaglia mettendo le mani su assessori, primari e società che gestiscono appalti e ci dica che ci sono politici nelle stesse società che gestiscono".

Brunetta: accetti un pubblico confronto Augurando "all'amico Raffaele Bonanni, per le prossime settimane, di resistere meglio alle alte temperature stagionali e alla retorica congressuale", il ministro Brunetta, invita il sindacalista "ad un pubblico confronto". Così Brunetta replica al segretario generale della Cisl, che ha giudicato le sue esternazioni un fatto di "mala-educazione democratica". "Per contribuire al suo relax - aggiunge il ministro - gli ho già inviato la registrazione del mio intervento al III congresso Cisl-Funzione Pubblica, della settimana scorsa, nel corso del quale sono stato interrotto da 47 applausi, durati sei minuti su meno di un'ora. Glielo segnalo - afferma - perché ciò chiarisce quanto diverso sia il punto di vista, all'interno dello stesso sindacato, a seconda che si conoscano i problemi direttamente e non per sentito dire, per frequentazione degli uffici, come faccio io e chi ci lavora, oppure se si parla in ragione di convenienze politiche, di bisogni populistici o di equilibri interni al piccolo mondo delle gelosie sindacali. Sarei felice se Bonanni accettasse un pubblico confronto, sui temi specifici - prosegue Brunetta -. Mi accontenterei anche di uno privato, senza l'imbarazzo, per lui, di quelli che ascoltano. Nel frattempo, comunque - conclude - ai suoi periodici ed inconsulti assalti, preferisco il consenso dei cittadini, degli impiegati pubblici e del mondo produttivo".

Bossi: è tempo di salari regionali "E' tempo di legare i salari al costo della vita: dove è più cara è giusto che i lavoratori abbiano buste paga più ricche". Così il segretario federale dellaLega Umberto Bossi, in un comizio nel centro di Torino, al fianco del capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota, interviene sul tema caldo del costo della vita e dei salari. Avvertendo il sindacato su quale sarà la prossima battaglia che intende aprire in parlamento. "La prossima volta - ha detto Bossi - in Parlamento porteremo avanti il progetto dei contratti regionali". "E' venuto il momento - ha aggiunto - di fare politiche per i poveri lavoratori, che sono trattati malissimo".