Bonanni: «Su Alitalia decida il nuovo governo»

Trattativa a oltranza con Spinetta? «Vedremo. Ma ci dovranno essere anche i ministri, per discutere di ammortizzatori e Fintecna»

da Roma

Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, Prodi ha chiesto ai sindacati senso di responsabilità, in questa fase della trattativa con Air France. Lo accontenterete?
«Vorrei sapere a nome di chi parla. A nome di quale governo e di quali ministri? Perché a me pare che due ministri tra i più interessati ad Alitalia, quello dei Trasporti Alessandro Bianchi e quello delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, non la pensino come lui. Noi parliamo a nome dei lavoratori, ma anche per gli interessi generali. Non abbiamo bisogno che qualcuno ci richiami alla responsabilità».
Però il premier uscente ha anche detto che quando c’è stata un’alternativa reale ad Air France, cioè la compagnia tedesca Lufthansa, l’avete fatta scappare con le vostre rivendicazioni. Non è vero? Il sottosegretario Micheli ha poi aggiunto che sono stati i sindacati tedeschi a non volere Alitalia...
«È falso quello che ha detto Prodi. Micheli poi non so proprio a cosa si riferisca».
Come eravate rimasti con Lufthansa?
«Ci siamo incontrati tre volte all’ambasciata tedesca, insieme a Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti. E alla fine eravamo tutti soddisfatti. Intendo, noi sindacati e anche i vertici di Lufthansa».
Poi però si sono tirati indietro...
«Io sono certo che si tirarono indietro perché si resero conto dei vincoli forti tra Alitalia, Air France e una parte dei governo, a partire da Romano Prodi. Un rapporto consolidatissimo, indissolubile quello tra Prodi e Air France. I tedeschi non potevano non tenerne conto e mandarono all’aria quella trattativa».
Perché dovremmo preferire i tedeschi ai francesi?
«Perché, in mancanza di una cordata italiana, loro non propongono accordi capestro».
Ci faccia capire che cosa proposero...
«Facemmo delle discussioni. Pesanti, perché anche loro prospettavano esuberi».
Come quelli prospettati nel piano di Spinetta?
«No, comunque meno rispetto a quelli di Air France e questo solo perché loro proponevano di lasciare Malpensa oltre a Fiumicino come snodi. Il loro schema di lavoro prevede più hub, loro stessi ne hanno tre, perché la Germania è simile all’Italia. È policentrica economicamente, non come la Francia che converge tutta sulla capitale».
Quindi con Malpensa salvata dai tedeschi si salverebbero posti...
«Certo. A me pare che loro non volessero avvantaggiare la Germania, ma Alitalia mentre Air France ha interesse a drenare tutto verso Parigi».
Lei porta sempre la Germania come esempio di partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende. Parlaste anche di questo con la Lufthansa?
«Certo. Arrivammo a dire persino che i lavoratori sarebbero entrati nel consiglio di sorveglianza».
Quindi bisogna riaprire la trattativa?
«Sarebbe interessante, come dice Zipponi di Rifondazione comunista. E sono sicuro che se rientrassero i tedeschi a questo punto della trattativa, ne vedremmo delle belle...»
Con queste premesse l’incontro di martedì (oggi, ndr) con Spinetta non parte sotto i migliori auspici. È già una partita chiusa quella con Parigi?
«Con tutto il rispetto per le sue capacità manageriali, vorrei dire a Spinetta che non può dichiarare che non si fa niente senza il via libera dei sindacati e poi sostenere che il suo piano è immodificabile. Dichiari aperta la trattativa, e si dica disponibile a cambiare il piano perché in realtà tutto è modificabile».
Per il momento sembra esserci un passo indietro sulla data del 31 marzo, entro la quale avreste dovuto dire si o no ai francesi. È un risultato?
«Vedremo. In ogni caso è indispensabile che al tavolo di sia anche il governo, con una posizione chiara e trasparente. Quindi è comunque meglio aspettare il prossimo governo. Lo stesso Spinetta ha chiarito che senza il consenso del futuro governo non si va da nessuna parte? Questi ultimi giochetti mi hanno rafforzato nella convinzione che questa fretta è sospetta. Che sotto c’è qualcosa che non è andato».
Mi sembra di capire che lei, oltre a chiedere ad Air France la disponibilità a cambiare il piano per Alitalia, continui a chiedere al governo qualche informazione in più...
«Ancora non abbiamo capito quali impegni ha preso il governo con Parigi. Il punto di accordo tra di loro. Non sappiamo su cosa gli italiani hanno ceduto».
Non pretenderà mica che glielo dica Spinetta?
«Intanto il governo venga al tavolo. Bisogna discutere di esuberi, ammortizzatori e il ruolo di società a partecipazione statale come Fintecna. Alitalia non è di Air France e questo deve essere chiaro. Prodi, che da noi pretende responsabilità, farebbe bene a chiederla a se stesso. Perché con noi lui non è stato responsabile».