Bond argentini Non si arresta il calo dei prezzi

da Milano

Nuovo calo ieri per i bond argentini, appesantiti dalle voci sui possibili trucchi utilizzati dal governo di Buenos Aires per «abbellire» i dati dell’inflazione. La notizia più recente è che l’istituto argentino di statistica, in sigla Indec, non ha rinnovato i contratti di nove impiegati, alcuni dei quali sono stati chiamati a testimoniare in un’inchiesta federale che indaga sulle accuse che l’istituto ha «annacquato» i dati sull’aumento dei prezzi.
Il rendimento di molti dei bond argentini messi di recente è proprio legato all’inflazione e alleggerendo i dati sugli aumenti l’Indec avrebbe fatto risparmiare centinaia di milioni al governo. I bond argentini nel corso di quest’anno hanno perso il 30% circa del loro valore. Il calo è iniziato quando i sindacati dell’Indec hanno accusato il numero dell’istituto, nominato dal presidente Nestor Kirchner, di avere costretto i dipendenti a riportare un livello di inflazione più basso del reale.
Sia il presidente uscente che la moglie, destinata a succedergli, Cristina Fernandez, hanno negato ogni accusa dichiarando di non avere dubbi sulla correttezza dei dati. La notizia del mancato rinnovo dei contratti ha però riaperto le polemiche visto che i sindacati parlano esplicitamente di licenziamenti legati alla vicenda. Tutti e nove i dipendenti coinvolti lavoravano nel settore addetto alle rilevazioni dell’andamento dei prezzi.