Bondi: «Cari amici dell’Udc ora dovete dire che cosa volete»

Francesco Kamel

da Roma

Sandro Bondi, cosa risponde a Casini?
«Ancora una volta con grande spirito di collaborazione e di lealtà chiediamo al partito di Casini e Follini: diteci in che cosa consisterebbe la novità necessaria di cui parlate, diteci per favore una volta per tutte in che cosa consisterebbe la discontinuità e il grande, grande, grande cambiamento che evocate un giorno sì e uno no. Ditecelo al più presto, altrimenti la vostra dichiarata volontà di contribuire a rinsaldare la nostra alleanza si trasformerà di fatto in un piccone che la distrugge».
Proprio non condivide il pessimismo del presidente della Camera.
«I fatti e il risultato delle prossime elezioni politiche daranno ancora una volta ragione a Berlusconi e a quanti lavorano e lavoreranno per l’unità della coalizione e per impedire a questa sinistra di conquistare il potere».
Possibile che con l'Udc non riusciate a intendervi?
«Il problema è che ci sono valutazioni diverse sulla situazione e sui problemi che abbiamo di fronte. A noi non piace innanzitutto il giudizio ripetuto del rischio di una sconfitta. Noi non condividiamo non la preoccupazione, bensì il porre continuamente l'accento su questo punto, tanto da creare obiettivamente le condizioni perché questo avvenga realmente. Non è ininfluente infatti sull'esito delle elezioni, ma ancor più sulla preparazione di esse, se un partito della coalizione dà quasi per scontato l'esito della partita. Minando in questo modo la compattezza e lo stato d'animo della squadra».
Lei non condivide?
«I sondaggi che abbiamo a disposizione noi e anche l'opposizione, dicono esattamente il contrario e cioè che la partita è assolutamente aperta e che anzi la nostra coalizione ha maggiori possibilità di vincere le elezioni a causa del fatto che l'opposizione non ha le carte in regola per governare il Paese. Per questo continuo a chiedere al presidente Casini e all’onorevole Follini: se la vostra preoccupazione reale è quella di rafforzare la maggioranza di governo allora diteci chiaramente e in fretta che cosa intendete dire con la necessità da voi ripetutamente evocata di una discontinuità. Ditelo chiaramente perché altrimenti questo tormentone non è più accettabile e sopportabile».
I problemi sollevati riguardano la leadership e la riforma elettorale.
«Se le questioni che propongono sono quelle della leadership della coalizione e della riforma elettorale noi abbiamo già risposto. Per quanto riguarda la leadership non vi è nessuno, proprio nessuno, all'infuori di Berlusconi che possa ricevere il consenso di tutti i partiti della coalizione e in secondo luogo avere la forza di vincere le elezioni. Questa questione mettiamola da parte».
E sulla riforma elettorale?
«Anche sul proporzionale, noi abbiamo già risposto di essere interessati a discuterla ma abbiamo anche fatto presente la difficoltà di ottenere in Parlamento una maggioranza in grado di approvarla. Senza contare il fatto che non intendiamo rinunciare al bipolarismo e determinare una prova di forza con l'opposizione alla vigilia delle elezioni politiche. Esaurite queste questioni torno a rivolgermi all’Udc per dire che tutto quello che può contribuire a rafforzare l'alleanza noi lo apprezziamo e siamo i primi a volerne discutere».
Il ministro Mario Baccini dice che solo Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto non capiscono le questioni poste dall’Udc.
«Baccini, che è diventato ministro da poco e che ha una corresponsabilità nell’azione del governo, dovrebbe avere il dovere di rispettarmi quando parlo a titolo di Forza Italia così come io rispetto il segretario del suo partito: l’onorevole Marco Follini».
Un’idea se la sarà fatta. Secondo lei cosa vogliono veramente quelli dell'Udc?
«Ce lo devono dire loro».