Bondi: "Forza Italia non si scioglie. Verso il Partito della libertà ma senza forzature"

All'indomani dal voto in Sicilia, il coordinatore degli azzurri ribadisce che l'obiettivo del partito unico del centrodestra va realizzato senza strappi. "Il primo passo è la federazione tra Fi, An e Udc. Poi sarà discusso il rapporto con la Lega"

Roma - Niente scioglimento di Forza Italia fino ai congressi, subito un coordinamento dell’attività dei gruppi parlamentari, poi la Federazione che dovrà portare al soggetto unitario del centrodestra. Sandro Bondi, coordinatore nazionale azzurro, traccia la "road map" del futuro Partito della libertà, un obiettivo da "realizzare gradualmente, senza strappi". Anche oggi le indiscrezioni parlano di un Silvio Berlusconi pronto a fondare un nuovo partito con un colpo di scena destinato a rompere gli schemi interni della Cdl. Un’accelerazione per sparigliare le carte, proprio mentre l’Unione va avanti sulla fase costituente del Partito democratico. Ancora una volta torna lo spauracchio dello scioglimento di Fi, che fa andare in fibrillazione il movimento e la sua base. La mossa del Cavaliere, infatti, accende il dibattito interno, ma in tanti assicurano che ogni discorso sul progetto unitario dell’opposizione è rinviato a dopo le amministrative di maggio.

Bondi prende spunto proprio dalla vittoria in Sicilia, che considera come volano per il rilancio della "formula Cdl" in vista delle prossime scadenze parlamentari. "Spero che il risultato del turno delle amministrative di maggio rafforzi ancora di più l’unità e la coesione della Casa delle libertà. Noi abbiamo fatto ogni sforzo possibile. Io - assicura - mi assumo pienamente la responsabilità di questa tornata elettorale, perché, nonostante le divisioni e le difficoltà esistenti nella Cdl, sia a livello nazionale che locale, si possa arrivare uniti in tutte le città e le provincie in cui si è votato in Sicilia e in cui si voterà alla fine del mese. Questo è una condizione indispensabile per ottenere un buon risultato alle amministrative. Se ci sarà, come tutti speriamo, un buon risultato anche alla fine del mese - insiste Bondi- penso che questa alleanza si rafforzerà ancora di più e possiamo pensare di riprendere con maggior lena lo spirito unitario che ci possa condurre a realizzare le condizioni di un Partito della libertà senza forzature e senza accelerazioni".

Nessuna forzatura Le "forzature e le accelerazioni", sottolinea Bondi, "allontanano piuttosto che avvicinare il traguardo" del Partito della libertà. Un traguardo, spiega, che va raggiunto "attraverso passaggi intermedi. Il primo dei quali per me è il coordinamento dell’attività dei gruppi parlamentari dell’opposizione a questo governo. Naturalmente, precisa, "il passaggio alla Federazione è un altro passaggio importante". Per il deputato azzurro una formazione di tipo aggregativo va fatta con Gianfrando Fini e Pier Ferdinando Casini, mentre la Lega si aggiungerà dopo. "Io penso che la Federazione tra Udc An e Fi ci debba essere. Con la Lega si tratta di un rapporto che si stipulerà successivamente". I prossimi passaggi per il centrodestra, dunque, sono: "Un maggior coordinamento dei gruppi parlamentari, poi la nascita della Federazione e dopo, con il tempo, potranno nascere le condizioni per dar vita a un Partito della libertà. Io ritengo che tutto questo debba essere fatto con grande gradualità, con grande saggezza politica senza forzature, credendo nella necessità di questo progetto politico. Credo che su questo punto anche i Circoli della libertà potranno dare un contributo importante".

Questione spinosa, lo scioglimento di Fi. "Fino al livello della Federazione non c’è alcun scioglimento dei partiti della Cdl - replica Bondi - perché quando si stipula duna federazione rimane salva l’autonomia e la peculiarità di ogni forza politica. Lo scioglimento verrà quando i congressi dei partiti decideranno di dar vita al Partito della libertà. Fino ad allora -precisa- l’autonomia dei partiti è salvaguardata".