Bondi: per i musei anche soldi da musei stranieri

Bondi: "Un grande piano di rilancio del sistema dei musei". Prestiti di capolavori all'estero per finanziare le attività culturali. In calo i furti di opere d'arte. Sgarbi: "Contro i ladri di opere d'arte una legge come quella per i pentiti"

Roma - Il grande piano per il rilancio dei 4mila musei italiani è in dirittura d'arrivo e, assieme ai fondi dello Stato (che non bastano) arriveranno anche finanziamenti dai privati. Lo assicura il ministro dei beni Culturali Sandro Bondi. Si userà, tra l'altro il sistema dei prestiti di opere d'arte in cambio di contributi versati dai musei esteri, ad esempio.

I fondi pubblici arriveranno da Arcus (la spa tra i ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture) che destinerà ai musei "il 50 per cento delle sue disponibilità". Quelli privati, da imprese e fondazioni bancarie: "Mi hanno detto che se lo Stato non disperderà risorse sono pronti ad intervenire", spiega Bondi. Che ricorda i tanti incontri fatti in questi mesi con i suoi colleghi europei, "per stringere la collaborazione", e le missioni all’estero del suo staff per prendere contatti con i direttori di musei di tutto il mondo, americani ma anche arabi, ricchi di risorse e poveri di opere d’arte. Accanto a lui c’è il consigliere Alain Elkann, appena rientrato da un viaggio negli Usa con Angelo Crespi, altro collaboratore del ministro: "Abbiamo visitato 11 musei degli Stati Uniti e avviato ipotesi di accordo", spiega Elkann. A fare scuola è il Louvre, che oltre a prestare parte delle sue collezioni al museo di Abu Dabi, ha stretto con un museo di Atlanta in Georgia un accordo che frutterà all’istituzione parigina circa 6 milioni di dollari. Ma anche la Biblioteca reale di Torino, che si è accordata con un museo di Reno, in Nevada, al quale ha prestato per una mostra disegni di Leonardo da Vinci e in cambio ha ricevuto 200 mila dollari per finanziare il restauro di manoscritti. "I musei stranieri chiedono opere, ma anche collaborazione scientifica e know how", sottolinea Bondi. Tanto che il Louvre, rivela, ha chiesto aiuto all’Italia per formare i suoi restauratori. Tra gli accordi possibili, c’è quello con il museo di Atlanta, al quale, rivela a sua volta Elkann, "potremo prestare un quadro molto importante che viene da uno dei nostri musei". Dopodichè, assicura il consigliere del ministro, «ci sono molti altri musei, in Texas, nel Missouri, a Philadelphia, in California che desiderano avere prestiti, incontri con noi, possibilità di accordi". Tra i musei italiani che potrebbero beneficiare degli scambi, citano Bondi ed Elkann, anche Brera a Milano.

Diplomazia culturale è anche questo, incalza il ministro, rispondendo alle polemiche sollevate qualche giorno fa dal suo predecessore Francesco Rutelli. E fra le novità in arrivo, annuncia, c’è anche la possibilità di un grande finanziamento privato per Pompei. Altro che disimpegno. "Io sto lavorando - conclude Bondi - voglio lasciare nel nostro Paese qualcosa di solido e di duraturo".  

Furti d’arte e di beni culturali in calo, nei primi mesi del 2008 in Italia. Anche se, a sorpresa, tornano ad aumentare dopo anni di tendenza invertita gli scavi clandestini. Lo rivelano i primi dati - solo tendenziali - sull’attività dei carabinieri dei beni culturali per i primi nove mesi del 2008, presentati oggi a Roma dal generale Gianni Nistri alla presenza del ministro dei beni culturali Sandro Bondi.

Tra il primo gennaio 2008 e il 30 settembre, risultano 784 furti denunciati, 13.403 beni culturali trafugati, di meno quindi rispetto al 2007 - fa notare il comandante dei carabinieri dei beni culturali - ma anche 53 nuovi scavi clandestini scoperti dagli investigatori. C’è invece un aumento che il generale definisce «notevolissimo» dei recuperi nel settore archeologico con sequestri in Italia e all’estero.

Opere trafugate: più recuperi In tutto i recuperi in questo settore, tra gennaio e la fine di settembre sono stati 48262. New entry tra i recuperi, quelli per il settore della paleontologia (1187). In leggero aumento i ritrovamenti di oggetti rubati dalle chiese (305) e di sculture (152), mentre appaiono in flessione - anche per i forti successi del 2007 - i recuperi di beni archivistici e librari. In questi mesi, sottolinea il generale, «è stata alta anche l’attività a difesa del paesaggio», con 12 immobili sequestrati in ossequio alla normativa per i beni paesaggistici. In aumento anche il valore in denaro della merce recuperata: oltre 80 milioni di euro per i beni culturali (80.231.000) oltre 30 per i falsi (30.254.000) ai quali si aggiungono più di 16 milioni di euro (16.087) di altri sequestri, per lo più strumenti in uso ai falsari.

Più controlli e denunce Tra i dati in aumento anche i controlli e di conseguenza le denunce (949), le perquisizioni (524) e le sanzioni amministrative (228). In prima linea in tutto il mondo, ha commentato il ministro Bondi ricordando che proprio di recente la Romania ha annunciato la volontà di dotarsi di un corpo di polizia analogo, i carabinieri dei beni culturali italiani «sono un modello per molti altri Paesi».

"Sgarbi: serve una legge come quella per i pentiti" A chiedela è Vittorio Sgarbi, che, intervenuto a sorpresa alla presentazione dei dati sull’attività operativa dei carabinieri. Una , ha lanciato l’idea di una legge per consentire anche nel settore del collezionismo d’arte e di archeologia l’emersione del "sommerso". "Non un condono", ha precisato il critico, ma "una liberazione con un processo di conoscenza". In Italia, ha sostenuto Sgarbi, esiste in questo campo "un sommerso drammatico, che investe qualche milione di pezzi". Da qui la necessità di una legge che porti i tanti collezionisti a dichiarare tutto quello che hanno senza essere criminalizzati, "così che se possa conoscere l’esistenza". L’intervento dello Stato, ha suggerito il critico, potrebbe poi articolarsi in base al valore dell’oggetto dichiarato: partendo dal diritto di prelazione da parte dello stato "per i beni veramente importanti, quelli che è indispensabile siano di proprietà dello Stato, per arrivare ad un semplice vincolo per oggetti importanti, ma non unici fino alla sola schedatura per tutti gli altri". "In fondo - ha sottolineato Sgarbi - la cosa più importante è sapere quello che c’è. Nessuna opera che abbia più di cinquant’anni dovrebbe circolare senza una schedatura". Bondi ha accolto la proposta con interesse: "E' un’idea intelligente e interessante - ha commentato - la studierò".