Bondi: mai al voto col sistema tedesco

Il coordinatore azzurro: "Vogliamo difendere il bipolarismo e non tornare all’epoca in cui i governi si formavano dopo le elezioni secondo le decisioni delle segreterie dei partiti politici"

Roma - "Forza Italia non darà mai il suo assenso ad una legge elettorale sul modello tedesco. Per la ragione fondamentale che vogliamo difendere il bipolarismo e non tornare all’epoca in cui i governi si formavano dopo le elezioni secondo le decisioni delle segreterie dei partiti politici". È quanto afferma Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, in un’intervista al Riformista. "Se poi si vuole introdurre una legge elettorale sul modello tedesco - prosegue Bondi - con l’obiettivo di ridare vita ad una formazione politica neo-centrista, la nostra contrarietà è ancora più netta. Per la semplice ragione che Forza Italia rappresenta già il partito dei moderati: dei laici e dei credenti, dei cattolici e dei riformisti. Se si vuole ingrandire quest’area di centro moderato, io non sono contrario, ma nessuno pensi di farlo senza o addirittura contro Forza Italia".

"Unire le forze che aderiscono al Ppe" "Noi proponiamo una soluzione logica, ragionevole - prosegue Bondi - l’unica possibile a questo problema. Quella di unire subito le forze politiche che già aderiscono al Partito popolare europeo, stringendo con esse un patto particolare e precedente, e fondando così il primo cerchio di quella che sarà la futura federazione e il futuro partito della libertà. Non si tratterebbe di un rapporto esclusivo o escludente rispetto alle altre forze politiche della Casa delle Libertà o dell’opposizione, tanto meno nei confronti di An. È piuttosto l’unico modo per impostare secondo un ordine logico e politicamente perseguibile, la definizione del percorso da intraprendere".

La proposta, spiega ancora il coordinatore azzurro "si rivolge innanzitutto a Casini, in quanto leader di un partito appartenente al Ppe, per poi estendersi alle altre forze politiche della Cdl. Sono sicuro che un leader politicamente acuto come Gianfranco Fini non può che essere d’accordo su questo metodo, che è l'unico che ci può permettere, nelle condizioni in cui ci troviamo, di garantire il successo della prospettiva che tutti riteniamo necessaria per il futuro dell’Italia".