Bondi: "Non useremo le intercettazioni contro i Ds, ma ci sono fatti non limpidi"

Roma - Forza Italia non userà le intercettazioni relative al caso Unipol che coinvolgono D’Alema e Fassino per attaccare i leader dei Ds. Lo ha detto il coordinatore di Fi, Sandro Bondi. «Noi - ha affermato - non useremo mai questi frammenti di intercettazioni per attaccare i leader dei Ds, ma in questi ultimi 12 anni la sinistra non ha esitato a farlo» per andare contro Silvio Berlusconi. Bondi non è entrato nel merito delle intercettazioni, ma ha osservato che ciò che emerge «non è limpido». «Non sono cose di cui andare orgogliosi per chi - ha aggiunto - ha fatto della questione morale una questione politica».

Cicchitto: inaccettabile la violazione del segreto istruttorio "È del tutto inaccettabile e incivile l’uso in atto delle intercettazioni telefoniche, come inaccettabili e incivili sono le violazioni sistematiche del segreto istruttorio che anni fa furono fatte da alcune procure e cavalcate dagli stessi ambienti editoriali e finanziari di oggi, insieme con il gruppo dirigente dei Ds, contro la Dc e il Psi e, successivamente contro Berlusconi, senza che allora nessuno del Pds parlasse come, oggi invece fa, di 'circo mediatico illegale'". A sostenerlo è il vice coordinatore di Forza italia Fabrizio Cicchitto. «Una volta chiarite queste ed altre cose, noi -sottolinea Cicchitto- non faremo di tali intercettazioni l’uso violento e politico che di quelle violazioni del segreto istruttorio allora fu fatto. E anzi riteniamo che si sta aprendo una partita assai pericolosa, inquietante e dagli sbocchi imprevedibili".  

La Boniver: clima orwelliano «In un clima sempre più orwelliano tra norme contraddittorie, conflitti di competenze, totale disprezzo per i più elementari diritti civili, la telenovela delle intercettazioni telefoniche va in onda per l’ennesima volta per massacrare gli inconsapevoli intercettati». Lo denuncia Margherita Boniver, parlamentare di Forza Italia. «Non c’è fine allo sfascio che tutto questo provoca e che getta ulteriore discredito su una classe politica che ha già rinunciato alle proprie prerogative istituzionali, togliendo di mezzo - conclude Boniver - quella fragile diga che era l’immunità parlamentare»

La Russa: governo a casa? basta quel che fa «Credo che il dissesto del Governo sia così forte che basti per mandare a casa Prodi, io non utilizzerò certo fonti che arrivano dalle intercettazioni». È quanto afferma il capogruppo alla Camera di An Ignazio La Russa, oggi a palazzo Marino per un vertice della Cdl su Aem-Asm, riguardo a quanto emerso dall’esame pubblico delle intercettazioni telefoniche di esponenti del Governo sull’operazione Unipol.

Storace (An): ora D'Alema a casa «D’Alema e compagnia hanno un modo per far sognare gli italiani: andandosene a casa, dopo che viene alla luce lo sconcertante intreccio di complicità, condito dagli inviti a non parlare al telefono perché sotto controllo...». Lo afferma in una nota Francesco Storace, senatore di An. «Chissà come lo sapeva... È lo stesso D’Alema - aggiunge - che in tv accusava di spionaggio gli avversari politici, senza poi chiederne scusa al proscioglimento. È il tempo che, caduta l’ipocrita maschera moralista, faccia fagotto assieme ai suoi Prodi...». 

Castelli: indulto fatto per i furboni del quartierino «D’Alema ha evocato tangentopoli nell’ormai famosa intervista al Corriere: oggi che vengono rese note le intercettazioni se ne capisce il motivo. Buon per la sinistra che tali intercettazioni sono state pubblicate dopo il voto amministrativo». Il capogruppo della Lega al Senato Roberto Castelli attacca. «'Facci sognare' è stato il grido lanciato da Massimo D’Alema e rivolto a Luna Rossa, uscendo dal Consiglio dei ministri, prima di recarsi a Valencia. E abbiamo visto come è andata a finire. In questo caso - sostiene l’esponente della Lega - il finale è diverso, in quanto la partita è truccata. La magistratura fece un grande assalto ai furbetti del quartierino, che furono subito puniti. La stessa cosa non pare essere accaduta per i furboni del quartierino». «Ora - sostiene Castelli - i cittadini italiani vengono a conoscenza del fatto che l’indulto non è stato pensato per chi stava già dentro, ma per evitare che qualcuno che ancora non era ancora in galera potesse andarci».

Stefania Craxi: i leader Ds si dimettano Stefania Craxi commenta il testo delle intercettazioni sulla vicenda Unipol per sostenere che ora «è chiara la complicità e l’intreccio tra cooperative e Ds, tra Ds e scalate bancarie, tra D’Alema, Fassino e tutto un mondo che ogni giorno si adopera per ampliare il loro sistema di potere già consolidato in alcune regioni». Per questo, la parlamentare giudica «un atto dovuto che tutti questi personaggi rassegnino le dimissioni dalle cariche da loro ricoperte, siano esse istituzionali o di partito». «Se non lo faranno, e se non chiederanno scusa a Bettino Craxi, a Silvio Berlusconi e agli italiani - prosegue l’esponente di Forza Italia - oltre a continuare a dare un’idea devastante della politica porteranno con loro un pezzo del sistema politico, e le conseguenze di ciò non sono quantificabili». La parlamentare precisa che «non vogliamo nè i processi di piazza, nè le manette, ma solo gesti politici», e quindi accusa i dirigenti dei Ds, che «negli anni ’80 facevano la morale dopo aver preso i soldi sporchi di sangue dall’Unione sovietica», poi negli anni ’90 «hanno concorso alla svendita di patrimoni dello stato per loro calcolo di potere».

Alemanno: non creiamo polveroni su polveroni «Credo che dobbiamo mantenere un clima freddo e prima comprendere esattamente cosa c’è dietro». Comunque, «in ogni caso ritengo che sia necessario evitare di creare polveroni su polveroni». Così l’esponente di An, Gianni Alemanno, in merito alle indiscrezioni sui contenuti delle intercettazioni telefoniche relative alle indagini sul caso Unipol, che coinvolgerebbero esponenti politici di governo e di maggioranza e opposizione.