Bondi: "Votiamo sì ma la missione è svuotata di significato"

Il coordinatore di Forza Italia: "Il nostro partito non può accontentarsi di
coprire con il proprio voto e il proprio senso di responsabilità una missione svuotata
di significato, nè può limitarsi a prendere atto che il governo non ha una maggioranza
in politica estera"

Roma - Il voto di Forza Italia al rifinanziamento della missione in Afghanistan «non sarà mai in discussione», tuttavia il partito di Silvio Berlusconi «non può accontentarsi di coprire con il proprio voto e il proprio senso di responsabilità una missione svuotata di significato, nè può limitarsi a prendere atto che il governo non ha una maggioranza in politica estera». Lo afferma in una nota Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Fi.

«Il nostro voto a favore della missione in Afghanistan sotto le bandiere della Nato e dell'Onu - spiega - non è e non sarà mai in discussione, in coerenza con la nostra politica estera e per dovere morale nei confronti dei nostri alleati». «Tuttavia - sottolinea -, una forza politica come la nostra che ha assunto responsabilità precise e limpide verso il consesso dei Paesi liberi e democratici non può accontentarsi di coprire con il proprio voto e il proprio senso di responsabilità una missione svuotata di significato, nè può limitarsi a prendere atto che il governo non ha una maggioranza in politica estera, fatto già ampiamente accertato».

«Il punto essenziale - prosegue Bondi - è che il nostro ruolo nell'ambito della missione in Afghanistan non può essere una presenza inattiva, praticamente sganciata dalla missione del resto della coalizione». «Oltretutto - conclude il dirigente azzurro - la nostra presenza inattiva in Afghanistan è in aperta contraddizione con la rivendicazione di un ruolo politico dell'Italia, attraverso la richiesta di una conferenza di pace internazionale, nella quale avranno titolo a parlare quei Paesi che avranno avuto la forza di assumere una precisa responsabilità sul campo a favore della democrazia, della sovranità dell'Afghanistan e della lotta al terrorismo».