Bongiorno: "Gravidanza politica? E' offensivo"

La deputata del Fli non sarà a Montecitorio a votare la fiducia per ragioni legate alla sua gravidanza. Alle accuse replica: "E' gravemente offensiva
e avulsa dalla realtà l’ipotesi che qualcuno avrebbe
avanzato in merito ad una scelta 'dolosa' da parte mia"

Roma - "E' gravemente offensiva e avulsa dalla realtà l’ipotesi che qualcuno avrebbe avanzato in merito ad una scelta 'dolosa' da parte mia di stare lontano da Montecitorio il 14 non per ragioni legate alla mia gravidanza ma per ragioni politiche". La deputata di Fli e presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno respinge tutte le accuse mosse in questi giorni per la sua assenza al voto di fiducia di settimana prossima.

Smontata la polemica "Per sgretolare questa farneticante ipotesi di un commodus discessus - spiega la deputata del Fli - basterebbe guardare alle posizioni da me apertamente assunte in questa legislatura in materia di giustizia a partire dal provvedimento sulle intercettazioni (peraltro quando ancora stava solo nascendo il Pdl) fino alla prescrizione breve, al processo breve e, da ultimo, alla riforma della giustizia". Secondo la Bongiorno, "definire 'politica' una gravidanza evidentemente non esente da qualche problema non è solo una manifestazione di grande disprezzo nei miei riguardi ma esprime - ed è ancora più grave - una percezione maschilista della gravidanza, declassata a strumento di falsificazione del reale e di fuga dai propri doveri e dalle proprie responsabilità". Poi conclude: "Simili insinuazioni non possono che provenire da chi non si rende conto che una donna, nemmeno la più menzognera e vigliacca, non userebbe mai la gravidanza come un alibi".