Bongiovanni Radice ha il suo premio

La Fondazione Adolfo Pini è una “casa-museo” nel pieno centro di Milano, nata in memoria di Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), pittore timido e schivo, famoso solo per un gruppo di coetanei intellettuali della Milano dagli anni Trenta agli anni Settanta, suoi amici ed estimatori (come Dino Buzzati o Orio Vergani), che ha vissuto e lavorato in corso Garibaldi 22, sede dalla Fondazione, dagli anni Venti fino al 22 febbraio 1970, giorno della morte. In occasione della Settimana della Cultura, dal 25 al 30 marzo, la casa museo aprirà le proprie sale al pubblico e ha presentato ieri presenta ieri un ricco calendario di iniziative ed eventi culturali fino a giugno, tra cui un premio di arte contemporanea riservato a giovani artisti italiani.
«La Fondazione esiste già dal 1991, è stata costituita per volontà del figlio della sorella del pittore, il prof. Adolfo Pini – dice Matteo Ceriana, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione e vicedirettore della Pinacoteca di Brera - abbiamo deciso di rendere questo luogo una tappa della Settimana della Cultura e di valorizzare la figura di Bongiovanni con una serie di conferenze e studi sulla sua attività pittorica, che presenteremo a partire da questa settimana. Scopo dei nostri studi è di creare il Catalogo generale di tutta l’opera dell’artista». Visite guidate e ricerche, quindi, sulle tele del Bongiovanni, tutte segnate da una vena di malinconia sia per i temi (spesso natura o «paesaggi esistenziali») sia per le tinte opache, che esprimono il senso di smarrimento, solitudine e ansia del pittore. Le conferenze, poi, si proporranno di approfondire l’ambiente storico, culturale, artistico e cittadino in cui l’artista si era trovato a operare.
Fin dalla sua nascita, la Fondazione ha rivolto uno sguardo ai nuovi artisti italiani “under 35”, per promuoverli acquistando le loro opere e portandole in mostra in musei italiani e no: «Abbiamo invitato tra maggio e giugno tre curatori europei giovani: Paco Barragan, indipendente spagnolo, Oliver Kiemayer, direttore del Kunsthalle Winterthur in Svizzera, e Chus Martinez, direttore del Kunstvere a Francoforte – dice Edoardo Gemmi, curatore della Fondazione Davide Halevim di Milano - a visitare gli studi di dieci artisti italiani da noi scelti, tra Milano e Roma, nati dopo il 1970. I tre curatori nomineranno il vincitore del premio Adolfo Pini, che consiste nell’acquisto dell’opera con una spesa fino a 30.000 euro, e l’esposizione della stessa in vari musei nazionali ed internazionali».