Da Bonino e Rutelli bacchettata al ministro ds

Emiliano Farina

da Roma

L’imbarazzo per la scelta del vicepremier Massimo D’Alema di passeggiare a braccetto con un rappresentante di Hezbollah, arriva anche in Consiglio dei ministri.
Dopo le pesanti critiche della Comunità ebraica romana, ieri sono arrivate anche quelle (più diplomatiche) di due esponenti della coalizione di governo. Secondo l’agenzia Agi, il vicepremier Francesco Rutelli e il ministro per le Politiche comunitarie, Emma Bonino, avrebbero «rimarcato alcune differenze di analisi sulla crisi mediorientale». Il faccia a faccia tra Rutelli e D’Alema sarebbe stato caratterizzato da una «semplice puntualizzazione delle rispettive e diverse posizioni», mentre quello con la Bonino avrebbe avuto un sapore più aspro. Secondo il deputato della Rosa nel pugno, sarebbe stato «meglio riflettere qualche giorno in più» sulla partecipazione italiana alla missione Onu. O comunque comportarsi «come sta facendo la Francia». Traduzione: aspettare che dalle Nazione Unite arrivino chiarimenti sulle modalità dell’intervento. Rutelli ha precisato di «non aver criticato nessuno» e sulla foto ha specificato: «Io in Libano non ci sono stato, quindi non posso rispondere». Clemente Mastella ha invece glissato con un battuta: «Io di foto al Consiglio dei ministri non ne ho viste...». Tra gli insoddisfatti per il gesto di D’Alema c’è Gianfranco Fini (An). «Ci si deve assume la responsabilità di dialogare con Hezbollah. La posizione del ministro è forse quella dell’Europa?». Da Beirut, Hussein Haji Hassan, il deputato di Hezbollah ritratto con il vicepremier, liquida così la questione: «Se D’Alema si è sbilanciato a favore della solidarietà umana - dichiara all’Ansa - la cosa gli fa onore. Non abbiamo tempo per le polemiche e stiamo pagando un anno di affitto a chi ha perso la casa». Hassan si è però rifiutato di dire da dove arrivano i fondi.