Bonino L’ultima idea? Il «protagonismo femminile» contro il «caso Marrazzo»

Sta diventando una sorta di «termometro» della temperatura di questa campagna elettorale. E da giorni segna livelli molto alti. Stiamo parlando della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora condotto su Radiodue all’ora di pranzo da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. Nello studio radiofonico passano attori e politici cui viene spesso chiesto un parere sulle candidate al posto di governatore nel Lazio. Pochi giorni fa Pierfrancesco Favino e oggi la Gerini hanno annunciato il loro voto per la Bonino. Mentre Sabrina Ferilli ha svelato dai microfoni di via Asiago il vero problema della sinistra: mancano le gnocche!
Insomma, il dibattito è alto. Per fortuna ci pensa la signora Emma a riportare la «temperatura» sotto la soglia d’attenzione. Come? Parlando, ad esempio, dell’invecchiamento della popolazione. Partecipando a un convegno sulle mutilazioni genitali femminili, ieri al San Camillo, il candidato del centro-sinistra ha parlato di welfare e di sanità. «In Italia non siamo attrezzati per contrastare il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione». La Bonino si è guardata bene dal mettere bocca su competenze del governo però ha aggiunto: «I servizi per gli anziani sono praticamente inesistenti. Dopo la seconda guerra mondiale l’aspettativa di vita era di 60 anni. Ora è di 80 ed è ancora più altra tra le donne. E tuttavia non abbiamo le strutture e i mezzi per fronteggiare questo fenomeno sociale».
Insomma l’altra metà del cielo è sempre tra i primi pensieri dell’esponente radicale. Tanto che sempre ieri, dalla ribalta della Casina Valadier dove era intervenuta a un aperitivo con il mondo produttivo della capitale, la Bonino ha annunciato: «Stiamo organizzando un evento per il protagonismo femminile. Voi uomini venite pure, ma non parlerete». E applausi convinti da una buona metà degli intervenuti (gli altri si sono limitati a mimare l’applauso).
Le donne, quindi sono sempre la centro della sua campagna di «modernizzazione» della politica. Superare il modello Marrazzo, però, sembra più un dictat psicologico che una necessità politica. Basti vedere come le battaglia tra i candidati (ops, candidate) si sia spostata adesso sull’ultima proposta avanzata per conto del Governo dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi. La Bonino boccia decisa l’idea di accettare l’obbligo di ricovero ospedaliero per l’aborto farmacologico proposto da Sacconi e aggiunge dai microfoni di Radio popolare: «Fortunatamente dalla Costituzione in poi il ricovero obbligatorio e coatto non esiste. È evidente che si tratta di un dato ideologico che mette in discussione il rapporto paziente-medico e l’autonomia decisionale. Preoccupante quando si sposa ad occhi chiusi un’ideologia». Una bocciatura comunque ideologica, se paragonata alla riflessione più cauta della Polverini: «nel rispetto della legge, credo si debba garantire la salute della donna attraverso un processo di ospedalizzazione».