Bonino: «Il quoziente familiare? Per ora no L’Irap non si abbassa»

Doppio appuntamento mattutino, alla sede romana della Cgil e all’assemblea della Coldiretti, per la candidata pidiessina alle regionali Emma Bonino. Che cita subito il quoziente familiare come significativa differenza con la candidata rivale Polverini. «Tra me e la Polverini una delle differenze si chiama quoziente familiare, anche se poi, alla fine, non si farà neanche quello, perché il governo ha detto che non ci sono i soldi». Per Bonino non si tratta di una priorità, ma aggiunge: «Altri paesi lo usano? Ma loro hanno un accesso al lavoro del 60 per cento e già i servizi sul territorio. Del resto siamo scivolati per le donne in stereotipi volgari, in discorsi che si sentono che mi darebbero fastidio se detti da mio cugino al bar, ma è ancora più grave se riferiti alle più alte cariche istituzionali. Come se la donna fosse un benefit simile alla macchina o all’albergo». Poi, tornando sui temi della campagna elettorale, Bonino sottolinea, rispetto alla rivale, una «disparità di strumentazione finanziaria e non solo. Basta guardare per strada i manifesti. Ma se abbiamo una possibilità di colmare il divario è sui contenuti e sulla determinazione».
Poi all’assemblea della Coldiretti Bonino auspica che «Roma e Lazio diventino punto di riferimento del Mediterraneo anche nel settore agroalimentare smettendola di credere solo alle sagre. Bonino sottolinea l’importanza di fare promozione, «che non significa solo sagra paesana. Abbiamo prodotti forti, anche sul fresco - spiega - ma sapere che Francoforte è la più importante fiera del fresco significa che forse, come sistema-paese, abbiamo perso qualche treno. Ora vediamo quelli che stanno passando. È indubbio - conclude - che il vostro settore vive un momento difficile, è importante la valorizzazione dei buoni prodotti, ma non credo sia possibile rilanciare il settore solo sui consumi interni».
«Voi mi chiedete di abbassare l’Irap - sottilinea infine Bonino - ma se c’è una cosa che mi riconoscono sia gli amici che gli avversari è quella di non raccontare fregnacce. Finchè la sanità non sarà risanata nell’immediato un abbassamento dell’Irap non è un impegno che posso prendere».