La Boniver nelle Filippine. Missione speciale per liberare Padre Bossi

Forse richiesto un riscatto

Per la liberazione di padre Giancarlo Bossi, l’ostaggio inghiottito nelle Filippine meridionali da banditi islamici, cominciano a circolare le voci di un riscatto. Però i missionari del Pontificio istituto missioni estere (Pime) e l’ambasciata a Manila smentiscono che sia mai arrivata una richiesta di soldi. Altre novità sul caso, finito in un cono d’ombra rispetto agli altri ostaggi politicamente corretti rapiti in Irak e in Afghanistan, arrivano dall’Italia. Martedì prossimo partirà per Manila Margherita Boniver, ex sottosegretario con la delega per l’Asia e responsabile Esteri di Forza Italia, per una missione «bipartisan» in stretto contatto con la Farnesina ed il Pime.

La Boniver conosce bene le Filippine, compresa l’isola di Mindanao dove Bossi è stato rapito, roccaforte degli indipendentisti islamici. Il 4 luglio, invece, durante la manifestazione contro la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, lanciata da Magdi Allam, ci sarà un vibrante appello alla liberazione di padre Bossi «sulla cui sorte grava una vergognosa e inaccettabile cappa di silenzio e di indifferenza», scrivono gli organizzatori.

I media filippini hanno parlato di una richiesta di riscatto di un milione di dollari per la liberazione del missionario italiano. I guerriglieri del Fronte moro di liberazione islamico (Milf), che mantengono in piedi un negoziato di pace con il governo hanno pure accennato a un riscatto. Mohagher Iqbal, negoziatore del Milf, sostiene che i sequestratori chiedono 15 milioni di pesos (circa 320mila dollari). Padre Gianni Sandalo, superiore del Pime nelle Filippine, ha confermato che «circolano voci di richieste di riscatto, ma non ci sono elementi di verifica». L’ambasciata a Manila smentisce la stessa esistenza di mediatori inviati dall’esercito a trattare con i rapitori. L’impressione è che si brancoli nel buio, mentre l’emittente televisiva locale Abs-Cbn News, citando una fonte anonima vicina ai sequestratori sostiene che padre Bossi «è vivo, sta bene, può ancora camminare e non si è ammalato». I rapitori lo sposterebbero a cavallo.

«In questi casi è importante creare un contesto politico favorevole e quindi vado a Manila per incontrare la presidente Glorya Arroyo, il ministro della Difesa e altre personalità politiche filippine – spiega la Boniver al Giornale –. Se sarà utile andrò anche a Mindanao (dove è tenuto in ostaggio il religioso nda)».

Il giorno dopo la partenza dell’ex sottosegretario si terrà a Roma la manifestazione «Salviamo i cristiani» perseguitati in Medio Oriente. In Piazza S.S. Apostoli verrà esposta una gigantografia che ritrae padre Bossi. Alla manifestazione hanno aderito, ieri, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ma pure qualche esponente politico di centrosinistra, come il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci.