Bono, il benefattore che investe su Facebook e guadagna 850 milioni

Il leader degli U2 nel 2009 ha investito 210 milioni di euro nel social network e ora si trova in mano anzioni per un valroe di 875 milioni di dollari: un tesoro. Per un po' ci risparmierà le sue prediche?

Benefattore sì, ma di sé stesso. Questa volta Bono Vox ha fatto solo i suoi di interessi. E li ha fatti anche bene. Il leader degli U2 nel 2009 ha investito tramite la sua società, l'Elevation partners, 210 milioni di dollari su Facebook. Una mossa azzeccatissima: oggi il social network vale 23 miliardi di dollari e il "cantante benefattore" ha in mano azioni per 875 milioni di dollari, a occhio e croce il quadruplo di quello che ha messo in mano a Mark Zuckerberg appena due anni fa. Un dieci con lode al Bono imprenditore, ma che fine ha fatto il Bono terzomondista? Quello sempre pronto a salmodiare di pelose beneficenze, quello che si fa accogliere come un capo di stato in tutti i paesi del mondo per promuovere l'azzeramento del debito? Lavora a giorni alterni. Il Bono "buono" è operativo i giorni pari, quello "cattivo" (per modo di dire, ovviamente) i dispari. L'11 agosto, infatti, il cantante irlandese inviava al mondo intero un messaggio congiunto con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon: datevi da fare, servono piu' fondi per aiutare le popolazioni affamate dalla carestia che ha colpito il Corno d'Africa, finora è stata raccolta solo la meta dei 1.600 milioni di dollari chiesti dall'Onu. Pochi giorni dopo la solerte Hillary Clinton apriva il borsellino della Casa Bianca per sganciare altri 17 milioni. Quisquiglie per le casse degli States e pure per quelle del leader degli U2. Specialmente ora. Ottocentosettantacinque milioni di dollari sono un patrimonio ingente, praticamente un anno di Pil di un paese africano come il Gibuti. Un plauso alle doti impreditoriali della Voce di Dublino: ha messo i suoi soldi dove meglio gli pareva (come è legittimo) e ha saputo farli fruttare. Ma, almeno per un po', ci risparmi le prediche.