Bonolis annuncerà in diretta se il suo futuro è in «Serie A»

Paolo Giordano

da Milano

Che puntata la puntata di oggi: Paolo Bonolis annuncerà in diretta se rimane alla guida di Serie A oppure lascia questo programma presentato come una corazzata dello share ma (per ora) rivelatosi la Corazzata Potemkin delle polemiche. Alla maniera di Eisenstein, finora è stato tutto molto velato, ricco di allusioni, sottintesi, giochi di sponda. Bonolis, il re Mida degli ascolti (ma non solo) avrebbe dovuto fare sfracelli, essendo il conduttore tivù più popolare del bigoncio e per di più alle prese con lo sport più popolare di tutti. Invece ciccia. Ascolti accettabili per le prime due puntate (27,14 e 27,20 per cento), poi un crac alla quarta (19,90) e timida risalita fino al 23,30 del 23 ottobre, che è stata tra l’altro l’ultima puntata di Serie A condotta da Bonolis in persona. Domenica scorsa è stato sostituito causa influenza e Monica Vanali da sola al comando ha portato a casa il 18,80 per cento, risultato positivo (ed enfatizzato da Mediaset) se non altro perché le calamite d’ascolto Juve, Inter e Milan non scendevano in campo nel pomeriggio. Naturalmente l’assenza di Re Mida è stata letta come una decisione strategica, tanto più che venerdì pomeriggio, il sito Dagospia, (bontà sua, una delle agenzie di stampa di tutto l’affaire), annunciava la decisione del presentatore di portar via armi e bagagli e lasciare la conduzione. Annuncio strategico anche quello, visto che invece ieri pomeriggio fino a sera inoltrata i vertici di Mediaset hanno incontrato il supermanager Lucio Presta e Paolo Bonolis. Obiettivo ufficiale del vertice: il riassetto del programma. Obiettivo meno ufficiale ma altrettanto necessario: il riassetto degli equilibri tra clan Bonolis e la redazione giornalistica di Mediaset. Come prevedibile, i rapporti non sono mai stati idilliaci: in ballo c’è la sacralità del calcio televisivo, che Bonolis ha provato a interpretare in un modo suo e del tutto innovativo.
Quindi ieri sul piatto della bilancia lui ha messo le proposte di correzione allo show. In sintesi: più spazio agli opinionisti esterni (domani in onda ci saranno Ivan Zazzaroni, Marino Bartoletti, Tony Damascelli e Massimo De Luca, quest’ultimo tra l’altro in procinto di lasciare Mediaset). Poi modifica ai servizi sulle partite, con riduzione al minimo degli interventi in video degli inviati. In discussione, anche la richiesta di spostare il programma da Milano a Roma, come Bonolis ha sempre desiderato.
In sostanza, Serie A diventerebbe nella sua prima parte una sorta di Porta a Porta o di 8 e mezzo sportivo; nella seconda si alzerebbe il livello di entertainment, mantenendo naturalmente l’apporto della Gialappa’s Band. Questa è la formula del calcio secondo Bonolis e con questo assetto lui andrà in onda oggi prima dell’annuncio. Tra l’altro la resa dei conti in diretta tivù è un suo déjà vu. Memorabile quello con Antonio Ricci, che lo pizzicò più volte prima di sentirsi dire durante Affari tuoi: «Ed ora fai un passo indietro e vergognati». Anche il 5 maggio scorso, quando andò in onda l’ultima puntata del suo giochino, Bonolis riassunse: «Grazie a tutti. A prescindere da come andranno le cose, il programma rimarrà nella mia memoria televisiva». Oggi, di nuovo. Se passerà la linea Bonolis, Serie A continuerà a portare la sua firma. Altrimenti no, e già qualcuno parla dei sostituti: o Monica Vanali da sola oppure un clamoroso debutto di Gerry Scotti in versione sportiva. Comunque vada, il calendario della serie A consente una settimana di riflessione in più: la prossima domenica infatti gli stadi rimarranno chiusi.