Bonolis: lascio Serie A Ma forse ci ripensa

Lo showman: domenica saluterò il pubblico in diretta. Ma a Mediaset sono sicuri di trovare una soluzione «serena»

Laura Rio

da Milano

La partita è difficile, ma è ancora aperta. Ieri il sito Dagospia riportava la decisione di Paolo Bonolis di lasciare Serie A, lo show di Canale 5 legato al calcio che doveva essere il fiore all’occhiello del palinsesto di questa stagione e che invece si è rivelato un esperimento azzardato. Fin dall’inizio il programma che unisce intrattenimento al calcio ha mostrato difficoltà che col passare del tempo sono venute fuori. Domenica scorsa il presentatore si è dato malato e ieri ha annunciato di voler lasciare il programma: ultima puntata quella di domani in cui saluterebbe il pubblico. Magari ottenendo l’effetto di un aumento dello share da mettere sul piatto nella trattativa con l’azienda. Perché l’ultima parola non è ancora detta: dopo l’annuncio sul sito Dagospia in mattinata, ieri pomeriggio l’entourage del presentatore (leggi il manager Lucio Presta) si mostrava più possibilista. In sostanza, se si trovasse un accordo con l’azienda, Bonolis potrebbe andare ancora avanti, almeno fino a Natale. Ma sembra che, per restare, il presentatore voglia assicurazioni non solo sullo show domenicale, ma su tutta la sua posizione dentro Mediaset. Bonolis, che ha lasciato una stagione d’oro in Rai, non vuole rischiare di rimetterci le penne. Era arrivato a Mediaset per provarsi come conduttore del programma di seconda serata di approfondimento social-filosofico Il senso della vita (che partirà il 24 novembre e avrà interviste a scrittori come Houellebecq e Vidal) e per realizzare uno show di prima serata in partenza all’inizio del 2006. In più, nell’accordo c’era anche un giochino simile ad Affari tuoi (con le buste al posto dei pacchi) da mettere nella fascia di access prime time (dalle 20,30 alle 21). In sostanza le voci che erano circolate questa estate di una riduzione del Tg satirico non erano così infondate: il progetto prevedeva una fascia suddivisa tra Striscia e il nuovo giochino, pane per i denti di Bonolis che in Rai ha dato il meglio di sé proprio ad Affari tuoi.
In sostanza, lo showman dice: o realizzo tutto quello che avevo in mente oppure lascio Serie A. In ballo non ci sono solo ascolti e immagine, ma anche i contratti pubblicitari per le telepromozioni. E la cui rescissione comporterebbe ovviamente delle penali.
Tocca all’azienda rispondere. Ieri da Cologno è arrivato un comunicato rasserenante in cui si dice che «l’azienda è al lavoro per trovare una soluzione per Serie A, ma ci teniamo a sottolineare che questo percorso sta avvenendo in un clima di totale serenità».
Il fatto è che le due anime del programma non si sono mai capite bene: da una parte lo showman e il suo gruppo di autori, dall’altra la redazione sportiva di Mediaset. I giornalisti decisi a continuare il loro lavoro «rigoroso», gli artisti desiderosi di sviluppare la parte di intrattenimento. E poi bisogna considerare che lo showman, osannato come il mago degli ascolti per due anni in Rai, si è ritrovato con uno show che, grazie ai diritti in chiaro della Serie A uniti alla sua bravura, doveva fare sfracelli e invece ottiene degli ascolti dignitosi («soddisfacenti» per Mediaset), ma non certo esaltanti. E per un artista che è abituato a share del 35, 40 per cento e che ha realizzato uno dei migliori Festival di Sanremo, non è certo una situazione facile.
Oggi a Cologno si cercherà di trovare una soluzione: l’azienda è aperta alla discussione su come cambiare il programma. La soluzione più logica sarebbe quella di rendere ancora più tecnica la prima parte del programma (con le immagini di tutti i gol) e più virata sull’intrattenimento (con la Gialappa’s e Bonolis) la seconda. Si vedrà domani in diretta dalle 18 alle 20. Poi, la domenica successiva, la Serie A è ferma e ci sarà più tempo per ristudiare il tutto.
Il malumore della redazione sportiva di Mediaset si legge tra le righe del comunicato dato alle agenzie: «Non vogliamo entrare nel merito dei rapporti tra Bonolis e l'Azienda, ma l'Azienda sa che i contenuti di un programma di informazione (anche quella sportiva) sono di competenza esclusiva di una testata giornalistica. I giornalisti hanno sempre considerato a livello editoriale Paolo Bonolis una risorsa e non un ostacolo e ci risulta ci sia stata disponibilità e collaborazione con le esigenze dei suoi autori quando si è trattato ad esempio di abolire la rassegna-gol della giornata, di sopprimere i collegamenti con i campi dei posticipi o di invitare come opinionisti giornalisti esterni alla redazione».
Forse hanno semplicemente ragione alcuni addetti ai lavori come come Marco Mazzocchi ed Enrico Varriale, volti di Rai Sport, che sostengono che «cazzeggio e partite devono essere distinti» perché «l'Italia pallonara è troppo abituata alla liturgia del calcio in tv». Del resto, i vertici Mediaset hanno sempre detto che si trattava di un esperimento, di un progetto che può sempre essere modificato.