Bonolis alla prova: per il mio quiz spero nel «Fattore C»

Il conduttore: «Non somiglia ad Affari tuoi. Poi farò un varietà esagerato. Un altro Sanremo? Mi piacerebbe»

Paolo Scotti

da Roma

Dalle buste ai busti. Dal simbolo del quiz tradizionale, alla sua variante nella versione più aggiornata. «Ma stringi stringi, sempre di domande e risposte si tratta - riconosce lui -. E se invece che alle mitiche buste ricorreremo ai busti, cioè alle effigi dei grandi della storia, sempre quiz sarà». Non sono dunque gl'illustri ritratti marmorei, collocati in una vasta biblioteca «alla Harry Potter» e contenenti i premi in palio, a lasciare interdetti i fan di Paolo Bonolis. È il fatto che per il gran ritorno alla prima serata di Canale 5, il più conteso e discusso dei conduttori televisvi abbia scelto proprio Fattore C. Ovvero (come riconosce lui stesso) «semplicemente un quiz. Senza musica, senza ospiti. Dove non c'è niente di complicato da fare o da capire. Dove si tratta solo di giocare e divertirsi». Che fine ha fatto, insomma, l'esplosivo inventore di formule controverse come Ciao Darwin o Chi ha incastrato Peter Pan?. Può essere - come ipotizzano i maligni - che per l'attesa «rentrée» un Bonolis bisognoso di economizzare le forze anche per la ripresa de Il senso della vita (sempre parole sue) si sia accontentato di replicare in Mediaset la formula che già portò al trionfo in Rai? «In effetti il meccanismo di Fattore C può ricordare alla lontana quello di Affari tuoi - replica lui, a chi nota che in entrambi i casi un gioco facile facile, e in cui molto conta la fortuna (il Fattore C, appunto), fa soprattutto da pretesto alle doti d'improvvisazione del conduttore col pubblico e i concorrenti -. Ma solo perché si tratta dello stesso genere. Allora anche Ombre rosse e Il massacro di Fort Apache si somigliano: hanno entrambi indiani e cow boy. Così qui solo la finalità è comune: anche con Fattore C vorrei offrire allegria al pubblico; proporre in gran leggerezza uno svago fresco fresco».
Smentita prontamente, dunque, anche la voce secondo cui Pier Silvio Berlusconi avrebbe convocato ad Arcore tanto Bonolis che l'agente Lucio Presta, appunto perché preoccupato dalla somiglianza col game di mamma Rai. «Semmai è stato Pier Silvio a venirci a trovare - replica Presta -. Ma come fa con tutti, alla vigilia d'un debutto importante. Solo per salutarci». Fattore C, dunque. Dove l'imbarazzante maiuscola non sta solo per il più volgare sinonimo di fortuna, «ma anche per Cultura, Cervello, Coraggio - finge di crederci Bonolis -. Cioè per tutte le altre qualità che servono per vincere il gioco». Accanto al conduttore la fedele spalla Luca Laurenti, incaricata di movimentare il meccanismo comico. Il montepremi, variabile a seconda dei busti aperti, può però arrivare fino ad un milione e mezzo di euro. La durata del gioco, invece non supererà l'ora e mezza a serata. Previste otto puntate domenicali, a partire da domani, serata ottenuta dopo un lunga battaglia (in origine era previsto di martedì).
Ma che tutto questo rappresenti per Bonolis una sorta di «pausa di respiro» prima d'impegni ben più ambiziosi, lo dimostrano tre progetti. La ripresa de Il senso della vita, che tornerà in due puntate settimanali, il lunedì e il giovedì in seconda serata a partire dal 21. Un varietà estremo, previsto per l'autunno del 2007. E un non escluso ritorno al festival di Sanremo. «Per Il senso della vita al lunedì avremo la novità di un docu-drama che seguirà l'ultimo anno d'una classe liceale, e al giovedì un tema unico, molto serio, dibattuto dal pubblico con ospiti importanti. Il varietà estremo vorrà mettere alla berlina tutti i comportamenti paradossali che nella vita accettiamo supinamente, producendo una "zerbinatura" nel modo di essere. Quanto a Sanremo... mi piacerebbe molto tornare ad occuparmene. Si dice che Baudo salverà il festival. Ma altri due hanno saputo farlo grande. Fazio e, se permettete, anch'io».