Bonomi: "Aeroporti Sea ripartiti ma ora servono investimenti"

Il presidente della società di gestione aeroportuale degli scali di Linate e di
Malpensa: "Ad aprile aumento del 7,9% del traffico
passeggeri in controtendenza con l’Europa, per investire bisogna adeguare le tariffe che
sono inferiori del 40% rispetto alla media Ue. No al ridimensionamento di Linate, terzo scalo italiano"

Ad aprile gli aeroporti milanesi hanno registrato una crescita del traffico passeggeri del 7,9% su aprile 2008, ma servono investimenti perché gli scalii possano competere in un mercato concorrenziale e per farli occorrono gli adeguamenti tariffari.

Il presidente di Sea (la società di gestione aeroportuale degli scali di Linate e di Malpensa), Giuseppe Bonomi, a margine di un’audizione alla Camera, rende noti i numeri sul traffico passeggeri di aprile e espone i problemi del sistema aeroportuale. «Siamo ripartiti ad aprile - afferma Bonomi - il primo dato positivo dell’aumento del 7,9% del traffico passeggeri su aprile 2008 è significativo perchè in controtendenza con l’Europa. Per la prima volta possiamo confrontarlo con un dato omogeneo dopo il 'de-hubbing' di Alitalia».

In Commissione Bonomi parla dei problemi degli aeroporti milanesi, ma anche di tutto il sistema aeroportuale italiano, «che sono nell’assoluta esigenza di fare investimenti. Per farli abbiamo bisogno di adeguamenti tariffari: oggi le tariffe sono inferiori del 40% rispetto alla media Ue». Bonomi sottolinea che non vogliono «finanziamenti pubblici, ma autofinanziarci come ogni impresa. Ormai c’è la prova sul campo che gli aeroporti sono imprese che si confrontano in un mercato competitivo». Con gli altri aeroporti d’Europa, continua, «siamo in un libero mercato e i gestori utilizzano premi e incentivi. Ma perchè ci sia veramente libero mercato bisogna essere competitivi e se oggi non si realizzano investimenti, saremo in difficoltà quando l’economia ricomincerà a crescere».

Il piano di investimenti di Sea per gli aeroporti milanesi è di 1,4 miliardi di euro da oggi al 2016. «Tra il 2015 e il 2020 - aggiunge Bonomi - 60 aeroporti dell’Ue saranno in saturazione, raggiungeranno i limiti di capacità».

«Sarebbe una vera contraddizione in termini se si chiudesse o limitasse fortemente un asset industriale come Linate, quando in tutta Europa si sta progettando e si investe e si incrementano gli asset infrastrutturali». Ha poi detto Bonomi, nel corso di un’audizione alla Commissione Trasporti della Camera. Anche in vista dell’Expo 2015 «non crediamo che in questo momento sia possibile una drastica riduzione di Linate», ha detto Bonomi, evidenziando che nonostante lo scalo milanese sia sempre stato considerato «il fratello minore problematico di Malpensa, è il terzo scalo in Italia». «Crediamo che il ruolo di Linate vada confermato. Un’ipotesi di una drastica limitazione di Linate è superata dai fatti. Per Sea è uno stabilimento industriale importante», ha aggiunto Bonomi, precisando tuttavia che Linate «non ha possibilità di espansione e crescita e per sua natura non si può pensare a sviluppi della quantità di mercato servita».