Bonomi: «Classifichiamo gli scali alla francese»

Per il presidente della Sea va considerato l’interesse nazionale o locale, indirizzando così gli interventi pubblici

da Milano

Quali saranno le modalità per una classificazione degli aeroporti? E contro quali difficoltà si scontrerà il legislatore? Giuseppe Bonomi, presidente della Sea - ed ex presidente di Alitalia e di Eurofly - ha in testa il modello francese. Spiega: «Anche la Francia ha un centinaio di scali e di piste. Ma da tempo sono stati individuati due livelli: gli aeroporti d’interesse nazionale e internazionale, che in tutto sono soltanto nove, e gli altri con importanza regionale. Il principio è che se c’è un interesse nazionale e internazionale, lo Stato destina risorse pubbliche alle opere e alle infrastrutture. Non è vietato agli enti locali di dotare il proprio territorio di aeroporti minori, ma in questo caso lo Stato non interviene». E aggiunge: «Una classificazione degli aeroporti in Italia secondo la loro specifica vocazione, in base all’interesse pubblico, è un’idea ampiamente condivisibile; tuttavia si tratta di vedere come questo indirizzo sarà tradotto in norme senza ledere i diritti acquisiti». Bonomi fa un esempio: «Prendiamo una società di gestione, con una concessione di durata quarantennale, che oggi eserciti la sua attività commerciale e di servizio sulla base di un flusso di collegamenti internazionali: come potrà essere "declassificato" il livello dello scalo a nazionale o regionale, senza penalizzare pesantemente il suo bilancio?»
Anche su un maggiore controllo da parte delle autorità statali sulle società concessionarie, Bonomi è d’accordo: «L’importante è che la durata della concessione sia proporzionata all’entità degli investimenti». La Sea, precisa, è l’unica società aeroportuale la cui attività è sancita da una legge e non da un atto amministrativo; la durata della convenzione scade nel 2044.
Su un diverso criterio di assegnazione degli slot - tema sul quale da tempo ci si sta esercitando - Bonomi è critico: sottrarre ad Assoclearance tale autorità per affidarla a un altro ente significherebbe «imboccare una via troppo centralista. Si tratta, ovviamente, di una scelta politica e vedremo come sarà affrontata dal legislatore».
Come presidente della Sea, Bonomi è direttamente interessato all’operazione Meridiana-Eurofly. «Il mio giudizio non può che essere positivo se, come pare, questo nuovo gruppo, forte di una flotta di una quarantina di aerei, avrà la sua base più importante a Malpensa. Meridiana ha una flotta di medio raggio capace di alimentare quella di lungo raggio di Eurofly». Compagnia del Nord, dunque? «Quest’espressione ha il sapore dello slogan. Ma in base alle ipotesi che si fanno - in attesa di vedere un piano industriale - possiamo dire che da Malpensa possiamo vedere solo con grande favore questa nuova opzione, considerando anche la debolezza di Alitalia». Per la compagnia pubblica, quali sono a suo avviso gli scenari possibili? «Il peggiore è che Alitalia non trovi acquirenti, e che debba essere ridimensionata; in questo caso Meridiana-Eurofly potrà compensare dei vuoti su Malpensa. Se, come ci auguriamo tutti, Alitalia troverà un partner forte, essa non potrà fare a meno di Malpensa».