Bonomi alla guida della Ducati

«Attenzione maniacale al prodotto e un piano che prevede sette nuovi modelli sempre appartenenti all’alto di gamma». Andrea Bonomi, 40 anni, è da ieri il nuovo azionista di Ducati. La sua Investindustrial Holdings ha siglato l’accordo definitivo per l’acquisto del 30%, meno un’azione, del capitale sociale dell’azienda motociclistica bolognese.
Insieme a Investindustrial partecipano all’operazione, la cui chiusura avverrà entro il mese, anche il fondo pensione canadese Hoopp e Bs Private Equite con quote di minoranza. È prevista la sottoscrizione di un aumento di capitale da 80 milioni per il quale Ubm ha firmato un contratto preliminare di garanzia a copertura dell’eventuale inoptato. Federico Minoli resterà presidente di Ducati, mentre nei prossimi giorni sarà definito il management. Per la messa a punto del progetto di acquisizione Bonomi si sarebbe avvalso della Porsche, al cui interno è attivo un team di consulenti.
«Il piano di rilancio - spiega Bonomi al Giornale - si svilupperà in 12-18 mesi e sarà focalizzato sul prodotto. Abbiamo trovato un po’ carente l’aspetto industriale. Vogliamo evitare di produrre di più di quanto viene effettivamente richiesto. Ci saranno investimenti, ma anche una riduzione dei costi». Non mancherà un impatto sul personale «che andrà incontro a una contrazione il più indolore possibile», precisa il manager. Bonomi sottolinea inoltre che non esistono problemi di carattere finanziario: «Ci sarà un aumento di capitale e sono state rinnovate tutte le linee di credito».
L’azionista ha confermato che «la fabbrica resterà a Borgo Panigale» e che «il futuro di Ducati sarà italiano». Un pensiero a Moto Guzzi? «Ora ci concentriamo su Ducati».