Bontà lombarda locale per locale

Da tempo la casa editrice De Ferrari di Genova, 010.532623, www.deferrari.it, propone guide ai migliori ristoranti di alcune regioni del nord-ovest, pubblicazioni che non mi hanno mai convinto in pieno soprattutto perché mi suonavano prive di un autentico progetto editoriale e di una freschezza di insieme. Con grande piacere devo invece dire che Elio Ghisalberti, giornalista di Bergamo, rappresenta una felice eccezione, firmando Le Buone Case della Lombardia ovvero una «guida al mangiare & bere di qualità della tradizione familiare». Le buone case (e non cose) sono quelle case «della buona cucina e dei buoni vini innanzitutto, ma anche della buona accoglienza e delle buone maniere. Quelle dove i protagonisti sono i componenti di una famiglia che ci mette impegno, ingegno e passione». I ristoranti della memoria, 217 in tutto, e le cantine, 34, formano un affresco dove non c’è nulla di «rivoluzionario, anzi niente di più conosciuto e forse scontato visto che a ben guardare proprio le conduzioni familiari costituiscono la risorsa più importante del mangiarebene in Lombardia». Da Almè a Venegono.