Bonus a chi vive a Basilea per il «divario culturale»

Il ministero: va superato il «gap con la popolazione autoctona» Ad Adelaide corsi per chef, a Smirne sullo «sviluppo sostenibile»

da Milano

C’è un rapporto, disponibile sul sito internet del ministero del Lavoro (www.lavoro.gov.it) che illustra la realtà dei Paesi destinatari del finanziamento. Anche in questo caso le stranezze abbondano. Si passa dai 650mila euro destinati a formare 600 disoccupati di Adelaide (Australia) e farli diventare chef ai 2,2 milioni di euro per 400 italiani pronti a lavorare come elettricisti o falegnami. In qualche caso l’obiettivo è nobile: strappare i laureati dalla disoccupazione, facendoli però diventare allevatori di bestiame. In altri casi i soldi servono a colmare «il gap culturale». Quello degli italiani che vivono a Basilea. Ecco alcuni esempi.
Argentina
Il Paese sudamericano ha ricevuto 7 milioni di euro. Qui «la comunità italiana è perfettamente integrata nella società», dice il rapporto. Ma il governo ha comunque stanziato 800mila euro a Bahia Blanca per formare 4mila «giovani senza qualifiche o in possesso di un titolo di studio di scarso interesse per il mercato del lavoro locale». A La Plata (1,35 milioni di euro) «i cittadini italiani sono laureati ma sono a spasso. Per risolvere il problema ecco l’idea: formazione professionale per «lo sviluppo di competenze tecniche nei settori agricolo-zootecnico e dell’allevamento di bestiame».
Australia
I disoccupati italiani ad Adelaide sono circa 600. I 650mila euro stanziati dovranno essere usati per corsi di formazione su «servizi sociali, enogastronomia e turismo».
Brasile
A San Paolo i 2,2 milioni di euro dovranno formare 400 italiani e farli diventare «elettricisti, falegnami, informatici o addetti al marketing». A Rio de Janeiro l’obiettivo è «promuovere la formazione di operatori multilingue di call center» con un milione di euro. La stessa cifra che a Porto Alegre dovrà servire a sfornare «chef e ristoratori, periti meccanici, tornitori, macchinisti, esperti di informatica industriale e manager agricoli».
Colombia
Gli 800mila euro serviranno a formare, secondo il rapporto del ministero del Lavoro, circa 60 italiani e farli studiare da «orefici, operatori turistici, chef e periti elettromeccanici».
Eritrea
Nel mirino ci sono i 190 under 40 che vivono ad Asmara. Saranno preparati a diventare artigiani, agricoltori o meccanici, con «una formazione di tipo tecnico-professionale anche a livello militare», visto che saranno chiamati sotto le armi per la leva obbligatoria.
Svizzera
A Basilea «la popolazione italiana residente non ha ancora completamente superato il gap culturale e di istruzione rispetto alla popolazione autoctona». Ecco perché sono stati stanziati 1,15 milioni di euro. A Losanna, nel Canton Vaud, ci sono 900 italiani disoccupati, ma il rapporto non indica alcuna area d’intervento dove investire i 750mila euro stanziati. Il milione di euro a Lugano sarà utilizzato per «insegnare inglese» ai lavoratori di prima emigrazione che hanno tra i 50 e i 60 anni di età.
Turchia
Gli italiani che abitano a Smirne «ha una scarsa conoscenza della lingua italiana e sporadici contatti con l’Italia». Ma per loro ci sono 350mila euro da spendere in corsi di formazione sullo «sviluppo sostenibile».
Venezuela
I 600mila euro che finiranno a Maracaibo, località turistica resa famosa anche da una canzone degli anni ’80, aiuteranno i laureati e i disoccupati a prepararsi in settori come informatica, medicina e veterinaria.
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