Il «bookcrossing» con commento di ritorno

Per lei sottolineature e appunti sui testi sono manna dal cielo: è Franca Berbenni, trentenne milanese che ha aperto un blog per permettere ai navigatori di vagare tra gli scaffali di casa sua e di scegliere i volumi più vicini ai loro gusti. Una sorta di biblioteca privata, dove il prestito è gratuito e aperto a tutti, a patto di rispettare due regole: impegnarsi a restituire il libro entro un mese; e fare in modo che, al ritorno, racconti le sensazioni di chi l’ha letto.
L’invito è di scrivere e commentare in modo che le pagine raccontino, oltre la storia dell’autore, quella dei lettori. E di opinioni in pochi mesi dall’apertura del blog (http://librinprestito.splinder.com) ne ha ricevute parecchie: da luglio a oggi i visitatori sono stati quasi 30mila.
A Mediglia, dove abita con la famiglia, Franca Berbenni riceve decine di pacchi al giorno: legge i commenti arrivati e poi partono i nuovi invii. Le richieste sono tantissime, e arrivano da tutta Italia. In molti sono rimasti affascinati da questo insolito bookcrossing, dalla ricevuta con commento di ritorno. Sui libri che le tornano dal prestito (quasi tutti) le annotazioni sono le più svariate: dalle recensioni ai semplici pensieri, dalle sottolineature (terrore di ogni bibliotecario tradizionale) a vere e proprie lettere scritte sulle pagine bianche dei libri e che testimoniano le sensazioni ricevute dallo «scambio di copie». Capita, ad esempio, che sfogliando Cuore di tenebra di un Conrad appena restituito, il commento al testo sia: «Finito di leggere il 27 gennaio 2005, prima busta paga dopo il taglio delle tasse». Nell’edizione tascabile di Lessico famigliare di Natalia Ginzburg si trova invece la storia di un cinquantenne romano che racconta della sua maestra delle elementari «la prima e l’ultima ad avermi capito veramente». Lei, Franca, non si scompone: si emoziona, ogni volta come fosse la prima, davanti a questi che definisce «pezzi di vita». Tra i suoi corrispondenti anche un olandese che vive su un house boat ad Amsterdam. A uno dei libri restituiti, ha allegato una busta sigillata da un notaio. All’interno, il suo testamento: alla sua morte lascerà la sua intera biblioteca, più di 5mila volumi, a Franca.