Il bookmaker virtuale che lavora da casa per i casinò americani

Silvia Giglioli

da Cattolica (Rimini)

In Romagna c'è un bookmaker che raccoglie scommesse, ma i suoi casinò sono virtuali, presenti solo su internet. Ha avuto qualche problema con la giustizia, ma l'ultima sentenza gli ha dato pienamente ragione: la sua attività è perfettamente legale. Oscar Moroni ha 43 anni, è di Cattolica, ha studiato al liceo scientifico e poi ha cominciato a lavorare.« Non stavo bene - racconta -, ho sofferto di depressione, ma mi è bastato bere tanto caffè, per guarire». Insomma è un tipo originale ma non troppo: «Ho ripreso gli studi alle serali, sono diventato perito informatico e poi mi sono laureato a San Marino, in ingegneria informatica».
Vive da solo con i genitori, fa l'impiegato comunale al ced di Rimini e per il resto si dedica anima e corpo a questa seconda attività. Tramite il computer di casa raccoglie le puntate che gli scommettitori fanno on line. Appassionato di internet, ha cominciato nel 2000 e adesso fa l'allibratore per la bellezza di trentanove casinò virtuali, accessibili attraverso siti che ha creato lui stesso. Il principale è il casinò fantasy, all'indirizzo www.casadagioco.net/page12.html. A casa sua si muove sempre con un telefonino cellulare che funge da modem, gli scommettitori si collegano e lui fa da procacciatore di affari. Guadagna sulle perdite di chi scommette, il 30%, nella sua qualità di interfaccia con questi casinò on line, tutti americani. «Do you want play with us» chiedevano in rete dagli Stati Uniti, e lui sì, ha giocato e poi fatto giocare gli altri. «Io in pratica faccio da banco e pago le vincite: una volta uno scommettitore ha guadagnato la bellezza di cinquemila dollari e ho dovuto metterli fuori io. Non è stato facile, volevo lasciare, ma poi mi sono convinto che sono semplicemente i rischi del mestiere».
Su internet pubblica l'intera offerta dei propri servizi, con dovizia di particolari e slogan da autodidatta. «Hai sempre voluto giocare al casinò? - si legge -. Casinò on line Moroni Oscar. Volete giocare d'azzardo? Ci sono il videopoker, la roulette, il blackjack, le slot e tantissimi altri giochi on line. Si giocano dollari americani e si usano le carte di credito circuito Visa e Mastercard, per pagare le fiches da puntare. Per le vincite che fate vi arriva un assegno a casa dagli Usa, tramite le poste. Si gioca anche gratis e senza limite di tempo o di volte, solo che non s'intascano le vincite». Agli scommettitori piace anche baccarat, gioco d'azzardo con sei mazzi di carte francesi. In questo periodo stanno aderendo in 116, 51 giocano con soldi veri, mentre in 221 hanno scaricato il programma software per vedere come funziona. Per tutta questa gente, Moroni si ritiene un traghettatore virtuale. «Faccio da guida ai turisti virtuali verso l'America. È come avessi un barcone, li porto negli Stati Uniti e torniamo».
La sua attività è stata al centro di un'indagine, ma alla fine ha avuto soddisfazione. «Dalla corte di giustizia europea. Hanno stabilito che da casa mia posso praticare quest'attività, appunto tramite computer. Non potrei, invece, se agissi da un luogo pubblico, se raccogliessi i soldi fuori, magari brevi manu». Da quella sentenza, Moroni ha tratto nuova linfa, è ripartito con rinnovato entusiasmo lo scorso aprile. «Ero stato attirato, come tanti, dalla rivista mensile Millionaire, nel febbraio del 2000, a questo lavoro di “webmaster internet casinò on line”. Sono stato chiamato in tribunale, a Catania, assieme ad altri duemila webmaster, poiché i nostri siti web con i casinò e le scommesse on line erano considerati illegali, nel nostro Paese. L'inchiesta era stata avviata dalla Guardia di finanza di Roma e da quella di Catania. Abbiamo vinto il processo perché essendo l'Italia entrata in Europa, casinò e scommesse on line hanno diritto di esistere: le leggi europee hanno la precedenza su quelle italiane».
Moroni ha guadagnato abbastanza bene in questo quinquennio, certamente un bel modo di arrotondare. Ma ora spera di far diventare la sua attività come fonte principale di reddito: «L'avviamento è stato lento, perché la gente è un po' prevenuta, non si fida molto. Adesso ho un solo timore: che passi la legge che vuole un casinò reale per ciascuna regione. anche se giocare da casa o dall’ufficio con un computer resta il modo più comodo. Ormai lo fanno in tanti».