Dopo il boom del centrodestra ora anche Illy teme la sconfitta

Il Pdl al Senato ha conquistato il 50%. Spera lo sfidante Renzo Tondo

da Milano

È corsa veloce dal Piemonte verso quello che un tempo si chiamava «confine orientale». E senza trovare ostacoli di sorta, passando attraverso la Lombardia e il Veneto, la biglia elettorale del centrodestra è arrivata fino in Friuli Venezia Giulia. Abbattendo anche lì, con un punteggio eloquente, i birilli della coalizione veltroniana composta da Pd e Italia dei valori. Un colpo vincente. Insomma, «filotto».
Perché lì, tra le Alpi Carniche e il mare, la lista per Silvio Berlusconi presidente ha raccolto al Senato quasi il 49% (la somma tra il 36% del Popolo della libertà e il 13% della Lega Nord) e un risultato praticamente identico alla Camera, staccando il centrosinistra (36,1%) di oltre dieci punti percentuali.
Tra domenica e ieri, nelle 1.378 sezioni elettorali della regione, di voti ne sono stati espressi comunque tanti: il risultato di un mega election day che oltre alle politiche prevedeva le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, le provinciali di Udine, oltre alle comunali nello stesso capoluogo friulano e in altre sette località (Forgaria, Martignacco, San Giorgio della Richenvelda, San Giorgio di Nogaro, Spilimbergo, Teor e Zoppola). Con un’abbuffata di schede - agli udinesi ne sono state consegnate ben quattro - che in questo caso ha esercitato un forte «effetto trascinamento» delle politiche (quasi l’81% di votanti) sulle regionali; fermatesi sì al 72,30% di affluenza, ma in netto aumento rispetto al 64,2% del 2003.
Il confronto locale (lo spoglio delle regionali inizia oggi alle 14) vede sfidarsi per il centrosinistra il presidente uscente, l’industriale triestino del caffè Riccardo Illy; e per il centrodestra l’albergatore e ristoratore carnico Renzo Tondo. Quest’ultimo, sostenuto anche dall’Udc, oltre che da Pdl, Lega e Partito dei pensionati, punta a riportare in campo moderato quel parlamentino regionale che aveva lui stesso peraltro già presieduto nell’ottava legislatura regionale.
Ed è stata una campagna non priva di asprezze verbali, la loro; quasi a riproporre in chiave elettorale l’antica e mai del tutto cancellata ruggine tra i taciturni friulani e più esuberanti triestini. Proprio pochi giorni prima del voto, Tondo ha clamorosamente «preso cappello» durante un confronto tv con l’avversario del centrosinistra (la cui lista, Intesa democratica, oltre al sostegno di Pd e Idv, ha anche quello della Sinistra arcobaleno) rinfacciandogli di aver aumentato in misura esponenziale l’indebitamento regionale. Un indebitamento che Giulio Tremonti, parlando a Udine pochi giorni fa, ha definito «impensabile e incredibile». Aggiungendo poi, con una di quelle sue ben note definizioni, taglienti come rasoi, che «Riccardo Illy è un piccolo presidente per una grande regione».