Boom degli integratori alimentari la grande abbuffata in pillole

da Milano

Ti senti Braccio di Ferro, Candy Candy o Nonna Papera? Dimmi che pillola scegli, e ti dirò chi sei. È uno studio di FederSalus a dividere in tribù i consumatori di integratori alimentari. Diffusi da decenni negli Stati Uniti, ora spopolano anche da noi. Li usa un italiano su tre, secondo uno studio commissionato dalla stessa Federazione nazionale produttori prodotti salutistici a Eta Meta Research.
Il mercato di vendita cresce e interessa il 32% della popolazione. Una popolazione alquanto variegata, se si guarda ai gusti. Tra i più amati, vitamine e minerali (52,5%), fermenti lattici (36%) e preparati specifici per l’attività sportiva (14,4%).
Insomma, un «buffet» allestito con pasticche, barrette, succhi, estratti, beveroni vari e polverine da sciogliere in un bicchier d’acqua. Per rispondere alle esigenze più disparate. Alla tribù di Braccio di ferro appartengono quelli che sognano di avere i muscoli di Popeye. Ma che, al posto degli spinaci, ingurgitano integratori energetici per lo sport. Sono in prevalenza maschi, in cerca di prestazioni degne di atleti professionisti.
Tanta energia serve anche ai «seguaci» dell’Ape Maya. Sempre indaffarata e operosa, ha bisogno di tonici per svolazzare qua e là senza fermarsi mai. Decisamente più tranquilla Candy Candy: attenta al benessere e alla forma fisica, non si fa mancare tutte le cure di bellezza al naturale. Una vera divoratrice di fermenti lattici, per riequilibrare costantemente l’organismo. Coccolare il corpo da dentro per essere bella fuori, è la sua filosofia.
Ma il vero salutista è Topolino, particolarmente attento all’alimentazione. Il 65% della sua tribù acquista prodotti biologici e si orienta su complessi vitaminici e minerali. A chiudere la carrellata, Nonna Papera, con un vero e proprio ritorno alla natura: crusche, fibre e lieviti sono il suo pane quotidiano.
Ma chi sono, al di là dei cartoons, i fan degli integratori alimentari? Studenti e manager, impiegati e casalinghe, senza esclusioni. Insomma, un fenomeno trasversale a tutte le classi sociali. Il 46% del «popolo della pillola» è alla ricerca del benessere psico-fisico, ma anche le specifiche esigenze sanitarie occupano una buona fetta (43%). Il 52% degli intervistati si è rivolto al medico per un consiglio o una prescrizione, ma il 33% fa di testa propria. In ogni caso, visto che c’è in gioco la salute, il 74% non si fida dei venditori on line o dei supermercati e compra in farmacia.
È un grande business: questo canale nel marzo scorso ha fatto registrare un fatturato di 1.090 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto al 2006.
Integratore, buono per tutte le stagioni? Il consumo è comunque differenziato sulla base delle varie esigenze del corpo nei mesi critici dell’autunno e della primavera. Il 46% vi fa ricorso solo occasionalmente, mentre il 18% non vi rinuncia mai. Fenomeno per lo più al femminile. Circa due terzi dei consumatori sono donne, con un livello di istruzione medio-alta. La media nazionale «in rosa» è del 66%, ma nel Nord Ovest sale al 72%.