Boom dei prodotti taroccati: giro d'affari da 7 miliardi di euro

L’Italia risulta inoltre il
primo produttore di beni contraffatti a livello europeo e il terzo a livello mondiale. Oltre tre miliardi derivano dai settori abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici

Roma - Giro d’affari d’oro per la contraffazione in Italia. La merce contraffatta determina nel Belpaese introiti da capogiro, che superano la cifra di 7 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi derivano dai settori abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici, che nell’ultimo anno hanno registrato oltre 108 milioni di acquisti. L’Italia risulta inoltre il primo produttore di beni contraffatti a livello europeo e il terzo a livello mondiale.

Il 16% ha acquistato almeno un falso È quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli e da Confcommercio sul fenomeno della contraffazione in Italia presentata oggi nella sede di Confcommercio a Roma. Ad acquistare almeno un articolo falso, sia esso di abbigliamento, accessori o prodotti multimediali, nel corso dell’ultimo anno sono state il 16% delle persone che fanno acquisti. È l’abbigliamento a collocarsi in pole position con la maggiore percentuale di acquisto di merce contraffatta (11%), soprattutto t-shirt e camicie (41%).

Gli acquirenti? Soprattutto giovani Il volto degli acquirenti di falsi? Secondo la ricerca di Piepoli e Confcommercio l’età media di chi compra contraffatto va dai 18 ai 34 anni, la maggior parte sono donne e nel 62% dei casi non si sente in colpa per l’acquisto. Almeno il 30% della merce venduta via Internet è contraffatta. Per quanto riguarda la produzione di falsi in Italia, questa risulta strettamente legata agli stessi distretti industriali che operano nella produzione legale. I "centri del falso" italiani ormai molto spesso si pongono unicamente come centri di mediazione, nel senso che tendono a non produrre più ma semplicemente a rifinire, marcare e smistare le merci.

Venditori abusivi I canali attraverso cui vengono veicolati i prodotti contraffatti, sono gli abusivi, in gran parte stranieri, e Internet. In particolare l’abusivismo commerciale riversa una quota dei suoi profitti alla criminalità organizzata. In merito alla merce contraffatta venduta via Internet, le previsioni suggeriscono che la quota del 30%, secondo una prima analisi dei dati, incrementerà ancora.