Il boom delle alleanze: dopo la Ford e l’India è il turno della Serbia

Accordo per produrre la vecchia Punto. Sindacati: Fiom vuole un negoziato. Prima intesa sui turni a Melfi

da Milano

Nessun commento dalla Fiat all’indiscrezione del Giornale su un imminente accordo con il gruppo indiano Tata per una collaborazione industriale. Ma l’alleanza ha trovato ieri conferma da fonti locali, tanto che l’operazione dovrebbe essere annunciata al massimo entro la prossima settimana.
Nel frattempo il gruppo torinese ha però annunciato un altro accordo, il terzo in una settimana se si contano anche l’India e l’intesa siglata con la Ford: Fiat e la società serba Zastava hanno reso pubblico un accordo per il montaggio su licenza della Punto (vecchio modello, quello che in Italia cesserà di essere commercializzato a fine anno) nello stabilimento di Kragujevac, 140 km a sud-est di Belgrado. L’avvio dell’assemblaggio di Ckd (componenti smontati), prodotti nello stabilimento torinese di Mirafiori, è previsto per il primo trimestre del 2007 con volumi nell’ordine di 16mila unità all’anno.
Complessivamente, gli investimenti, da parte della Zastava, ammonteranno a 15 milioni di euro. Le vetture, che recheranno il marchio Zastava e saranno vendute dalla rete commerciale della casa serba, saranno destinate principalmente a Serbia e Montenegro, ma verranno esportate anche in Macedonia, Croazia, Romania, Bosnia Herzegovina, Bulgaria e Albania.
Su un altro fronte caldo, quello sindacale, la Fiom (i metalmeccanici della Cgil) è tornata a chiedere l’apertura di un tavolo negoziale con la Fiat.
«Oggi sappiamo che la Fiat è italiana - ha detto la Fiom di Torino - e che è di proprietà della famiglia Agnelli; dunque, non ci sono più alibi: serve un negoziato con il sindacato per dare certezze ai lavoratori». Secondo il segretario Giorgio Airaudo, «ciò che ci preoccupa sono i numeri della grande Punto: Fiat ha stimato una produzione annua di 360mila vetture, comprese le 80mila destinate a Mirafiori. Ma se a Melfi si faranno 18 turni di lavoro, per un totale di 390mila vetture all’anno viene spontaneo chiedersi quante saranno le auto prodotte a Torino».
La vertenza sul numero dei turni di Melfi registra infine un accordo: l’organizzazione del lavoro su 17 turni, firmato ieri in una della maggiori aziende dell’indotto, la Automotive System (ex Complasind), che produce parti stampate in plastica per autoveicoli e occupa 550 persone. A firmare sono stati i sindacati confederali, le Rsu e l’azienda.