Boom dell'export lombardo, i distretti industriali ripartono

Prosegue nel secondo trimestre dell’anno, la crescita delle
esportazioni dei distretti tradizionali della Lombardia, che mettono a
segno un +19,7%, per un complessivo esportato pari a 4,692 miliardi di
euro. È quanto emerge dall’indagine del servizio studi e ricerche di
Intesa Sanpaolo

Dal mercato e dai suoi movimenti arriva qualche segnale positivo, che fa sperare in un cenno di ripresa. Prosegue infatti, nel secondo trimestre dell’anno, la crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali della Lombardia, che mettono a segno un +19,7%, per un complessivo esportato pari a 4,692 miliardi di euro. È quanto emerge dall’indagine del servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. «Per il quinto trimestre consecutivo la buona capacità di agganciare la ripresa della domanda internazionale è valsa ai distretti della regione una performance al di sopra della media distrettuale italiana», si legge nel rapporto, secondo cui il contributo più importante alla crescita delle esportazioni è giunto dai distretti specializzati nella lavorazione dei metalli e nella meccanica, che hanno sperimentato tassi di crescita sostenuti rispetto al secondo trimestre del 2010, pur facendo i conti con i problemi legati al caro acciaio.
Tra questi spiccano le macchine utensili e per materie plastiche di Brescia (+52,1% sul periodo aprile-giugno 2010, per un complessivo esportato di 268 milioni di euro), la lavorazione metalli Valle dell’Arno (+40,9%, 137 milioni di euro esportati), i metalli di Brescia (+30,4%, 858 milioni di euro), la metalmeccanica di Lecco (+30%, 533 milioni di euro) e la rubinetteria e il pentolame di Lumezzane (+15,7%, 751 milioni di euro).
Aumento dell’export più contenuto, invece, per i distretti lombardi specializzati nelle restanti filiere. I distretti del sistema moda e del tessile, pur mettendo a segno una crescita delle esportazioni inferiore a quella sperimentata dagli omonimi centri manifatturieri italiani, continuano a privilegiare il canale estero in quanto primo sbocco commerciale, a fronte di consumi interni ancora depressi. La calzetteria di Castel Goffredo ha realizzato un +15,2% sul secondo trimestre del 2010, per un export complessivo di 109 milioni di euro, e il distretto del seta-tessile di Como ha messo a segno un +12%, per 256 milioni di euro esportati.
I distretti del legno scontano la debolezza del mercato immobiliare in molti Paesi avanzati. Da segnalare, però, come la necessità di preservare le quote in mercati dove la minaccia dell’apprezzamento dell’euro si è fatta sentire più forte ha indotto alcuni distretti della filiera ad abbassare i prezzi unitari di vendita.