È il boom della filosofia, un festival dopo l’altro

Roma imita Modena con una kermesse cui partecipano i nomi più prestigiosi del pensiero Tema di questa prima edizione: l’instabilità

Elisa D’Alto

Che ci fosse un rinnovato interesse per i grandi temi della filosofia se ne erano accorti per primi, pochi anni fa, gli organizzatori del celebre festival della Filosofia di Modena. Negli ultimi tempi sempre più giovani e gente comune si avvicinano a questa disciplina per tentare di capire i problemi universali, ma anche per cercare un’insolita interpretazione dei temi di attualità e di politica. Proprio per questo il Comune, dopo il successo del festival della letteratura e di quello dedicato alla scienza, promuove una nuova iniziativa: la prima edizione del Festival della Filosofia di Roma. Quattro giornate, da domani a domenica, presso l’Auditorium, prodotte dalla Fondazione Musica per Roma, con la cura scientifica dell’associazione culturale Multiversum, presieduta da Giacomo Marramao, e della rivista MicroMega, diretta da Paolo Flores D’Arcais. Il tutto verterà su un unico tema, quello dell’«instabilità».
«L’instabilità politica, esistenziale - spiega l’assessore alle politiche culturali del Comune, Gianni Borgna - ma anche nell’arte, nella scienza, nella religione. Un approccio non tradizionale che prevede molti sconfinamenti interdisciplinari».
Gli organizzatori scommettono che «diventerà uno degli appuntamenti annuali più importanti per la vita culturale di Roma» e i numeri sembrano dalla loro parte: quattro giornate articolate in oltre quaranta iniziative, tra lezioni magistrali, incontri, tavole rotonde, spettacoli, musica e performance di artisti. Grazie alla collaborazione con Radio Rai 3 verranno inoltre proposti sei concerti, due per ogni sera, di musica jazz d'avanguardia, nell’ambito della rassegna «Le labbra nude».
«C’è un’attenzione di massa verso la filosofia - spiega il sindaco Veltroni -, una delle chiavi di lettura per spiegare la vita di oggi. Dopo l’11 settembre il rapporto tra dialogo e conflitto, tra unicità e diversità, è radicalmente cambiato, e la filosofia assume un ruolo sempre più importante per capire questi cambiamenti».
Un ruolo tanto importante da divenire addirittura «strategico» per l’immagine di una città. Ne sa qualcosa il sindaco diessino di Modena, dove da anni si tiene il «Festival della Filosofia». «In questi giorni - conferma il collega di Veltroni, Giorgio Pighi - è in atto un dibattito nella nostra città sul presunto scippo romano. A dire il vero gli organizzatori del nostro Festival sono sembrati tranquilli e io non posso che pensarla come loro visto che nella cultura, quando questa diventa promozione del territorio, la concorrenza è un fatto naturale».
Scippi a parte, la filosofia diviene per gli organizzatori del festival romano un modo di pensare il nostro tempo, e per questo tanti temi d’attualità compongono il programma degli incontri. Venerdì 12, per esempio, due tavole rotonde verteranno sui temi «Islam e libertà occidentali: il dialogo e le forme della paura» (Teatro Studio, ore 10, ingresso libero) e «Generazione instabile: precari, flessibili o polimorfi?» (Teatro Studio, ore 18, ingresso libero); ma non mancheranno anche dibattiti sui grandi filosofi del ’900, da Martin Heidegger a Hannah Arendt.
Molti filosofi stranieri parteciperanno agli incontri: «Questo festival avrà un’interessante vocazione internazionale - spiega Giacomo Marramao -. Ci saranno filosofi americani, cinesi, indiani. Perché la filosofia è determinante nella formazione di una sfera pubblica e in questo senso non può mancare il dialogo con soggetti stranieri».
A completare il programma del festival contribuiranno infine anche i ragazzi di 38 scuole che interpreteranno i mutamenti sociali e culturali di questi anni attraverso lavori multimediali, spettacoli di danza, musica e teatro.
Info: 06.80241281; www.auditorium.com; www.romafilosofia.it